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Cosa fare a Bucarest? Mangiare!

By |2017-04-14T22:38:16+00:00 14 aprile 2017|Categories: Romania|Tags: , |0 Commenti

La capitale della Romania è una capitale emergente ed economica. È per questo che ultimamente è diventata una meta molto gettonata per uno short city break. Complici un paio di amiche e biglietti aerei che non si potevano non comprare, abbiamo passato un weekend a Bucharest, cercando di organizzare qualche cosa di carino e abbiamo trovato un tour centrato sulle esperienze gastronomiche di cui la città è ricca

Il tempo per il nostro short city break era davvero poco. Avevamo a disposizione dal venerdì pomeriggio alla domenica a pranzo e quindi avremmo dovuto concentrare tutto quello che ci interessava in un brevissimo spazio di tempo. Di tutte le proposte che ho scandagliato per trovare qualche esperienza da fare e incastrare nelle poche ore, mai avrei pensato che sarei andata a Bucharest per mangiare.

Ma dopo aver parlato con Laura, che mi ha spiegato il suo food tour, non ho potuto resistere: d’altra parte il food è l’altra faccia del mio mondo.

Ops, del mio blog.

Ho riservato il sabato pomeriggio alla passeggiata degustativa, anche se abbiamo fatto un errore: abbiamo pranzato prima di cominciare il tour: errore gravissimo.

Capirai da solo per quale motivo!

Laura mi aveva comunque mandato le istruzioni che chiaramente dicevano che non bisognava mangiare prima del tour: le abbiamo allegramente disattese per poter pranzare nel ristorante storico di Bucharest.

Come funziona un Food Tour

Non so se tutti i food tour funzionano nello stesso modo, ma presumo di si: ne ho fatto uno anche a Parma che si chiamava Art e Food e anche in quel caso si girovagava per la città fermandosi in botteghe alimentari storiche e posti tipici da parmensi.

Anche il tour fatto con Liliana a Lisbona, costruito mettendo insieme due tour differenti, era in parte un food tour ➡ Lisbona è! L’anima di una città da capire

A Bucharest ha funzionato più o meno così: una passeggiata, una bella passeggiata passando dalla periferia di Bucharest per arrivare al centro storico attraverso i posti meno conosciuti frequentati dai locali a quelli più famosi dedicati al turismo.

Una bella passeggiata perchè il percorso è di circa 5 km e la durata del tour di circa 4 ore.

Troppe? No non ti preoccupare la passeggiata è tranquilla e inframezzata dalle degustazioni, anche seduti a tavola: visto quello che si mangia può solo essere salutare camminare questi 5 km.

Il nostro Food Tour a Bucharest

Laura l’ho incontrata perchè l’Ufficio del Turismo Rumeno, mi avevo consigliato di fare un Food Tour prima, per poi dirmi che non aveva tempo di darmi una mano a trovare quello che poteva fare per me. (Ottimo servizio dell’ente turistico).

Visto che l’argomento era per me di particolare attrazione, ho cercato da sola quello che poteva fare al caso mio.

Quello che mi ha fatto scegliere Laura è stata la tempestiva risposta e l’offerta: il suo tour si presentava davvero interessante, passeggiata gastronomica e in parte storica, street food e locali tipici.

Mi brillavano gli occhi: non potevo desiderare niente di meglio.

 

Museo George Enescu: le patatine di polistirolo

Ah sei già preoccupato, vero? Mai mangiato patatite di polistirolo? Sono sicura di sì, solo che magari non le chiami proprio così.

Ci siamo incontrate con Laura nel cortile di questo bel palazzo in stile Art Noveau. L’art Noveau era un movimento artistico e culturale a cavallo fra Ottocento e Novecento, proveniente dalla Francia. Non stupisce trovare esempi di Art Noveau a Bucharest: la città ha vissuto momenti di “crisi di identità” scimmiottando Parigi e avendo l’ambizione di volerla superare in bellezza ed eleganza: non a caso Bucharest viene anche chiamata la piccolaParigi dell’Est.

In Italia lo stile Art Noveau prese il nome di stile Liberty ➡ Feltre: dagli antichi Romani al Liberty

Nel cortile di questo bel palazzo abbiamo assaggiato le patatite di polistirolo. Scommetto che lei hai mangiate anche tu, quelle “cicciotte” e rotondeggianti che si sciolgono in bocca e che si attaccano al palato. Pare che siano un prodotto tipico della Romania, o perlomeno in Romania vengono prodotte in grandi quantità molto allegramente.

Le patatite di “polistorolo” sono stato il nostro aperitivo di accompagnamento mentre Laura ci informava che il Palazzo alle nostre spalle era appartenuto ad uno dei più importanti compositori di musica rumeni e che alla sua morte il palazzo è stato lasciato in dono alla città di Bucharest per farne un museo. (Che noi abbiamo visto solo da fuori)

 

La “trattoria” tipica: mangiare come a casa dei Rumeni

La seconda tappa del nostro food Tour è stato un ristorante tipicamente frequentato dai lavoratori del quartiere durante la settimana. Uno di quei posti, dove sai che i locali vengono perchè è un po’ come essere a casa. Abbiamo fatto un po’ di strada a piedi sempre in periferia. Che il quartiere non sia turistico si vede proprio bene ed è anche stranamente deserto per essere sabato pomeriggio. L’ingresso del ristorante è piena di fiori, una cucina economica in fondo al cortiletto da proprio l’idea di essere in un ambiente semplice e famigliare.

La tavola è apparecchiata per noi: piatti con salumi e formaggi, in particolare salsicce (Carnati rumeni) e limonata gigante da abbinare al pasto come bevanda. Avessi chiesto vino o birra ce lo avrebbero sicuramente portato, sono rimasta sorpresa da questa offerta, che ha comunque trovato parere favorevole nel nostro gruppetto: abbiamo scelto tutte la limonata.

I salumi sono tipici rumeni e i formaggi sono di due tipi: uno salato (telemea brânză) e uno di capra (brânză de burdu), entrambi parecchio saporiti e gustosi. Una salsa di melanzane  (salata de vinete) e una classica insalata russa (salata alla boeuf). La sorpresa è stato il pesto di melanzane, perchè per la geolocalizzazione e il clima, non avrei mai detto di trovare questo ortaggio in Romania.

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I salumi e i formaggi rumeni

Il piatto forte, o perlomeno quello che più è piaciuto al gruppo era composto da bocconcini di pollo ricoperti di una salsina colorata con la paprika. Una salsa semplice fatta con farina, fondo di cottura ed acqua e colorata e insaporita con la paprika (Pui cu sos de smântână şi boia).  No, non sono diventata esperta di food rumeno, mi sono fatta scrivere i nomi dalla nostra Laura.

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Il pollo con la salsa alla paprika

Il locale trendy: andiamo a bere qualche cosa

Girando girando (e meno male che i salumi e i formaggi avevano bisogno di essere smatiti) siamo arrivati in un posto molto particolare. Sembra un palazzo disabitato, in cui si entra nel cortile, si passa dietro la costruzione con un cartello che intima di non enstrare ai non addetti ai lavori. Un parco di laberi, tavoli, e panche pronto per accogliere il pubblico estivo all’aperto.

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Localino trendy e molto molto nascosto (per chi non è un local)

Un luogo di ritrovo per i giovani di Bucarest per le serate estive. Quando siamo arrivate noi, era chiuso, la stagione non era ancora cominciata, ma scendendo una scaletta di legno di lato, infilandosi praitcamente in una sorta di valle profonda (e in mezzo alla scala c’è posto anche per un albero) abbiamo trovato un bar, tanti vetri, arredi da esterno particolari, e all’interno angoli con cuscinoni e colori sfacciati alle pareti. Ambiente decisamente giovane. Siamo arrivati che non c’era quasi nessuno, siamo andati via che era pieno. Ci siamo concesse un brindisi come fossimo Bucarestini, decidendo cosa fare pe cena (ma davvero volevamo mangiare anche a cena) e bevendo vino bianco rumeno.

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Brindiamo alla nostra con vino bianco rumeno

Street Food a Bucarest

Se devo dire che mi ricordo che strade abbiamo fatto e dove siamo passati, direi una bugia, siamo ancora alla periferia di Lipscani, il quartiere che identifica il centro storico, la gente in giro davvero poca, e l’aspetto delle costruzioni,  un po’ decandente come ci si potrebbe aspettare da tutta Bucharest. Questa volta tocca allo street food. Abbiamo notato che a Bucharest, le pasticcerie o panetterie sono piccole botteghe prevalentemente trasparenti, che affacciano direttamente sulla strada, o stanno sulla strada come succede da noi per le baracchine della piadina romagnola

Conosci la piadina Romagnola e come è nata? ➡Riccione e piadina: evoluzione della specie

Io la piadina la cuocio sulle romagnole teglie di Montefitti ➡Teglie di Montefitti

In queste pasticcerie si possono comprare sia dolci che salati. Laura ci ha voluto far assaggiare il o la (non saprei quale genere affidare a questa pietanza salata) Merdenele: un involcro di pasta phillo, ripiena di formaggio salato mangiata calda.