Feltre: dagli antichi Romani al Liberty

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Feltre: dagli antichi Romani al Liberty

By | 2016-11-25T23:51:52+00:00 ottobre 20th, 2016|Categories: Veneto|Tags: , |0 Commenti

Da #Feltreborgoverticale ho capito che la verticalità di questo borgo passa per periodi millenari di storia. Una storia “verticalmente” perfetta che dagli antichi Romani arriva senza nemmeno un ‘interruzione dritta dritta ai nostri giorni. Scoprire Feltre attraverso i luoghi simbolo, mete imperdibili durante una visita a Feltre, prodotti dell’arte e dell’ingenio di personaggi feltrini DOC. Come il liberty perché un personaggio davvero rilevante per il liberty italiano era proprio di Feltre

A Feltre sono nati o semplicemente passati, un sacco di personaggi famosi che hanno decisamente lasciato il segno sulla storia del passato di questo piccolo borgo, ma anche sulle attrattive che oggi sono a disposizione dei visitatori che vogliono davvero capire l’enorme potenziale della “piccola Venezia appoggiata ai piedi delle Dolomiti”

Di una gran parte di personaggi nati, vissuti o semplicemente passati di qui, te ne ho già parlato in un’altra occasione:

Feltre: quanta bella gente è passata di qui

Oltre al Liberty anche l’Impero Romano ha lasciato un segno vistoso

La coerenza del marchio di Feltre Borgo Verticale, la verticalità dei colli e della fisionomia geologica, è dovuta anche alla perfetta verticalità della storia che dai tempi più remoti fino ai nostri tempi ha lasciato importanti segni in ciascuna delle epoche storiche attraversate.

Feltre è stata protagonista in qualsiasi epoca storica, e ne porta felicemente i segni: gli antichi romani hanno lasciato un’intera cittadella romana, con case, strade e acquedotti visitabile  sotto la piazza Duomo e una statua diventata nell’ultimo anno un vero e proprio simbolo del patrimonio che gli antichi romani hanno lasciato a Feltre.

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L’antica Feltria sotto la Piazza Duomo di Feltre

Il ritrovamento, durante gli scavi, della statua romana di Esculapio, è stato il pretesto per far partire il progetto Feltria, progetto che vuole ricondurre a Feltre l’immeso patrimonio archeologico che non si trova qui.

Il restauro di questa statua considerata la più grande dell’Italia centro settentrionale è stato possibile grazie al decreto art bonus: un’azienda privata si è fatta carico dei costi del restauro e come bonus le è stata data la possibilità di rientrare fiscalmente di una parte del capitale.

La statua di Esculapio è un fiore all’occhiello di Feltre: unica nel suo genere per le dimensioni e per essere scolpita in marmo greco.

Lo sai come si riconosce il marmo greco? Guardandolo da vicino la grana del marmo è particolarmente grossa e brillante. Luccica.

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il Lembo di peplo che fuoriesce dalla mano di Esculapio è la firma della scultura

L’Esculapio di Feltre è firmato dal suo autore, ma anche questa particolarità è impossibile da riconoscere se nessuno lo spiega.

Lo vedi il lembo di peplo che fuoriesce dalla mano di Esculapio? Quella è la particolare forma di riconoscimento dell’autore, la firma.

Fortunatamente Feltre è particolarmente abitata di giovani studiosi, proprio di Feltre che attraverso l’Associazione Culturale il Fondaco per Feltre, si prestano con passione a seguirti e spiegarti ogni cosa dell’immenso patrimonio storico e artistico di Feltre.

Il Liberty a Feltre: il museo di Carlo Rizzarda.

È sicuramente merito di Davide Da Mutten se questo Museo di cui ti sto per parlare mi è sembrata uno gioiello di rara bellezza. Sicuramente merito suo se mi sono messa persino per terra per ammirare certe opere d’arte da vicino, per osservare ogni minuscolo particolare. Sicuramente è merito suo se mi sono emozionata davanti ad un Picasso originale o ad uno Schiele originale. Talmente merito suo che avrei voluto che mia figlia lo ascoltasse parlare d’arte e che capisse che la storia dell’arte non è così male come lei la crede (e ovviamente non vuole studiarla).

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Davide Da Mutten ci spiega entusiasta un’originale di Schiele

Davide è il presidente dell’Associazione Fenice Feltre, e con una passione quasi commovente ci ha spiegato il liberty di Feltre, il liberty italiano e la vita di un personaggio straordinario.

Il Liberty a Feltre ha un importante e bellissimo museo che si trova in un meraviglioso palazzo cinquecentesco, acquistato e voluto proprio da Carlo Rizzarda, nativo di Feltre, figlio di un carradore, cioè di un uomo che aggiustava le ruote dei carri.

Un personaggio di estrazione modesta, che aveva cominciato a lavorare il ferro come fabbro all’età di 16 anni. L’esperienza da fabbro, lo studio e l0insegnamento del Disegno, lo hanno portato all’apertura di una officina della lavorazione artistica del ferro.

Fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento prende piede il movimento dell’Art Nouveau che nasce in Belgio e si propaga in tutta Europa con nomi differenti, diventano stile Liberty in italia.

Carlo Rizzarda è decisamente influenzato da questo stile e la sua lavorazione artistica del ferro lo fa diventare conosciuto e ricercato da personaggi particolarmente influenti come il re D’Italia, che gli commissionano vari lavori artistici in ferro battuto.

Che io non avessi mai sentito parlare di questo imprenditore -artista non è molto significativo, ma facendo una ricerca in rete, ho notato che, come personaggio di rilevante presenza per quanto riguarda il Liberty, non è per niente conosciuto.

Eppure tra la fine dell’ottocento e l’inizio del Novecento frequentava parecchia gente famosa, tra cui anche il re D’Italia che era suo cliente.

Il museo Rizzarda, nel centro di Feltre, è diviso in due parti: una riguarda tutte le opere in ferro create o costruite da Carlo Rizzarda, l’altro riguarda la collezione di opere d’arte che Carlo, grazie ai soldi e alle conoscenze fatte nel corso della sua breve vita, poté permettersi di avere.

Nessuno crederebbe che a Feltre possano essere esposti un Picasso e uno Schiele, originali, che facevano parte della collezione d’arte di Rizzarda e che sono stati donati insieme alle sue opere in ferro al Comune di Feltre.

Visitare il museo carlo Rizzarda è stato davvero sorpredente: ad ogni angolo in ogni stanza una sorpresa e anche se l’emozione di trovarsi davanti ad un Picasso e ad uno Schiele originale è stata un’emozione, le creazioni di Rizzarda sono quelle che hanno attirato maggiormente la mia attenzione.

Che la giornata in cui ho visitato il Museo fosse stata impegnativa, a livello di emozioni, lo avevo detto anche direttamente sul posto

E pensare che io questo uomo, lo avrei chiamato semplicemente e molto più banalmente “fabbro”.  Invece era un genio e quando mi sono trovata di fronte al cancelletto con cui Rizzarda ha inventato la prospettiva con il ferro, mi sono inchinata e sono rimasta sul pavimento ad osservare il gioco visivo di questa opera d’arte

Genio e artista. Di Feltre.

È incredibile come questa piccola Feltre abbia un così alto concentrato di luoghi di interesse storici, artistici e gastronomici, eppure in 3 giorni non siamo neanche riusciti a vedere tutto. Mi sono ripromessa di tornare, per finire la visita, vedere i cervi in amore sulle Dolomiti feltrine, e magari far parlare Carlotta con Davide per vedere se riesce a trasmetterle un po’ di passione per la storia dell’arte.

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Travel blogger appassionata di food, meglio ancora street food. Viaggiatrice on the road a più non posso con il letto sopra il tetto. Web writer, web content, Social Media Specialist, SEO learner Ah... ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

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