>Pueblos Blancos: i villaggi più belli dell’Andalusia

Pueblos Blancos: i villaggi più belli dell’Andalusia

By |2017-02-10T17:49:34+00:00 1 maggio 2016|Categories: Spagna|Tags: |8 Comments

Los Pueblos Blancos sono una manciata di paesini tra i più belli e caratteristici di tutta l’Andalusia. La strada che collega tutti i paesini è chiamata Ruta de Los Pueblos Blancos, ed è un itinerario di circa 300 km che collega questi paesini antichi, intatti, immersi nella natura e abbarbicati sulle pendici delle colline che si trovano nell’entroterra di Cadiz.

Cosa sono Los Pueblos Blancos?

Pueblos blancos: Grazalema tralci e fiori sulle pareti

Fiori e Tralci sulle candide pareti di Grazalema

Sono una manciata di paesini andalusi raccolti in un itinerario stradale di circa 300 km. Si trovano nell’entroterra andaluso, fanno parte della Provincia di Cadiz, e sono l’essenza dello spirito andaluso. Immobili, fermi nel tempo, mantengono ancora quella tipicità dei paesini “di una volta”, l’atmosfera rilassata e le caratteristiche tipiche della terra a cui appartengono. Sono sicuramente un must tra le cose da vedere in Andalusia, specialmente durante un un viaggio on the Road in Andalusia.

Sai bene come intendo io il viaggio on the road (parto da casa con le nostre quattro ruote sotto il sedere e non me ne alzo fino a che non torno a casa), ma il viaggio on the road si può fare anche con la classica formula Fly&Drive noleggiando l’auto in loco. L’Andalusia per come l’ho conosciuta io, è decisamente una meta da auto, ci  sono diversi itinerari che valgono davvero la pena di essere fatti in auto o itinerari con il camper, visto che questa regione della Spagna è particolarmente battuta dal turismo dei camperoristi.

Come arrivare nella Ruta de Los Pueblos Blancos

L’ho già scritto: Sud della Spagna, regione dell’Andalusia, provincia di Cadice. Entroterra. Il percorso de la Ruta de Los Pueblos Blancos si svolge attraverso la campagna e le colline dell’entroterra andaluso, in un clima, quello di agosto, quasi surreale: distese di campi di grano ingiallite, colline verdi, tori neri che macchiano il panorama, miraggi stradali che salgono dalla strada incandescente. Si può arrivare in questa zona scegliendo diverse possibilità. Noi, che stavano seguendo un percorso circolare, ci siamo arrivati dopo aver visitato Siviglia, El Rocio, e il Parco di Donana.

L’articolo su Siviglia lo trovi qui ➡ Siviglia la pasionaria

El Rocio lo trovi qui ➡El Rocio: fra western e realtà

e il Parco di Doñana lo puoi leggere qui ➡  Il Parco Nazionale di Doñana

Siamo entrati nella Ruta, attraverso Arcos de La Frontera. L’intero percorso della Ruta de Los Pueblos Blanco è di circa 300 km verso Ronda, ma si può affrontare anche arrivando da Malaga e Marbella, quindi dalla Costa mediterranea entrando da Ronda.

pueblos Blancos, Arcos de La Frontera

Il candore di Arcos de La Frontera

Quali sono le caratteristiche de Los Pueblos Blancos?

I paesini sono isolati e immersi nella natura, le casette tutte imbiancate a calce per contrastare caldo e afa estivi sono rimasti intatti e sono stati conservati in questo modo per garantire un patrimonio culturale e paesaggistico unico. Strette vie abbellite da fiori e tralci di piante, acciottolati, finestre e porte che risaltano nel bianco totale, contrasti di colore buttati nel mare candido, salite, discese, architetture moresche e romane, arabe e cattoliche.

Los Pueblos Blancos sono l’essenza pura di quello che era l’Andalusia e di quello che qui, è ancora l’Andalusia.

Quali e quanti sono Los Pueblos Blancos

I paesi che fanno parte di questo itinerario sono circa una ventina, tra più e meno grandi,  per poter percorrere tutto il percorso e arrivare a Ronda che era la nostra meta finale dove avremmo alloggiato per la notte abbiamo scelto di vedere solo 3 di questi paesi.

Arcos de La Frontera

Arcos de La Frontera il primo Pueblos blanco che abbiamo visto

Particolare di una costruzione di Arcos de La Frontera

È il primo paese che abbiamo incontrato, quello forse più conosciuto, la porta di ingresso della Ruta. Arcos non a caso si chiama de La frontera, lo è stato per molto tempo. La sua architettura è di origine araba contaminato dalle influenze cattoliche, è stato centro di insediamento di Visigoti e Romani. I suoi sontuosi monumenti sono di straordinaria bellezza e il suo centro storico è considerato uno dei più belli di Spagna. Arcos de La frontera rappresenta la tipicità dei “paesini bianchi andalusi”, costruito su una rupe, gettato sullo strapiombo quasi in bilico sul vuoto. Arcos è bella davvero, la sua cattedrale scura contrasta con la purezza delle vie, qualche particolare colorato spicca dando quasi sollievo alla vista abbagliata da tutto quel bianco.

Pueblos Blancos: Arcos de La Frontera panorama

Il Panorama sulla vallata che si gode da Arcos de La Frontera abbarbicato su uno sperone di roccia

Grazalema

Los pueblos blancos Grazalema

Le case di Grazalema sono perfette e ordinate

Di Grazalema mi piaceva l’idea che fosse un paesino di montagna, mi piaceva pensare di poter respirare aria fresca, quasi come non fossimo al centro dell’Andalusia. Il contesto di Grazalema è montano e il suo panorama te lo ricorda benissimo a dispetto di una temperatura da 16 di agosto: feroce. Grazalema è perfetta, perfetta come nessun altro paese può essere: intonacature perfette, piante e fiori, strade di ciottoli pulite e perfette, inferiate ordinate, porte, portoni e porticine colorati e contrapposti al dominante bianco delle case.

Grazalema: centro molto ricco di itinerari escursionistici,

Pueblos blancos Le montagne di grazalema

Le montagne che circondano Grazalema

Pueblos Blancos e la sierra di Grazalema

Da Grazalema la vista spazia su la Sierra di Grazalema

e famoso e conosciuto per le proprie produzioni artigianali di tessuti. Ci siamo persi in questa perfezione, in ogni via, abbiamo sbirciato dentro ogni portone, perché i portoni sono tutti solo accostati. Dalla terrazza di Grazalema, abbarbicato su una roccia, si spazia con la vista su tutto il Parco Naturale della Sierra di Grazalema.

Setenil de La Bodegas

È il Pueblo Blanco che va al contrario rispetto alle caratteristiche di tutti gli altri paesini bianchi, che sono stati costruiti sulle alture per potersi difendersi meglio dagli attacchi. Setenil è incastrato nelle rocce, nascosto nelle grotte, affogato nella terra, espediente, per potersi difendere in modo diverso. Tante delle grotte esistono ancora, ci sono locali e cantine. Le sue case completamente inglobate nelle rocce che le sovrastano creano una strana inquietudine sembra quasi che da un momento all’altro le case debbano essere schiacciate.

Pueblos blancos setenil

Setenil è incastrata nella roccia

Dove dormire lungo la Ruta de Los Pueblos Blancos.

Lungo tutto l’itinerario de la Ruta de Los Pueblos Blancos ci sono quattro o cinque campeggi, che non abbiamo visto: noi avevamo deciso di passare la notte in prossimità di Ronda. Avendo deciso di dedicare il nostro tempo a soli tre paesi ci siamo accorti che saremmo riusciti ad arrivare a Ronda, a cui ero interessata in modo particolare e dove avevo già individuato il campeggio.

Durante il nostro percorso, il 16 di agosto, non abbiamo incontrato molte auto e nessun autobus turistico, probabile che questa sia la ragione per cui questi paesini sono riusciti a mantenersi intatti e autentici,  probabile che sia così perché per arrivare fino a qui è consigliabile avere un’auto (o propria o a noleggio). Esiste una linea di autobus che da Ronda arriva fino ad Arcos de La Frontera, toccando parecchi dei paesini lungo il percorso, ma le corse non sono molto frequenti. Se decidi invece di fare questo itinerario con il camper fai attenzione a non infilarti nei centri storici corri il rischio di rimanere incastrato: a Setenil abbiamo avuto difficoltà con la nostra monovolume e abbiamo dovuto affrontare una discesa con una pendenza terrificante che ci ha messo davvero in difficoltà.

Pueblos Blancos, strada deserta

La strada che conduce a la Ruta de Los Pueblos Blancos è deserta

Conoscevi questa parte di Andalusia? Sinceramente prima di partire non la conoscevo nemmeno io. Mentre ero in viaggio ho ricevuto il messaggio di un amico che mi ha suggerito di non perdermi questi paesi, quindi in corso di viaggio abbiamo modificato l’itinerario. Lui aveva ragione, la Maggiolina ci ha permesso di decidere liberamente di cambiare i nostri piani.

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