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Home > ita > Emilia Romagna > Trekking Urbano di Bologna: Agghiacciante!
Trekking Urbano di Bologna ghiacciaia privata

Trekking Urbano di Bologna: Agghiacciante!

Le proposte del Trekking Urbano di Bologna di quest’anno, mi sono sembrate ancora più ricche e interessanti di quelle dell’anno scorso. Tra le varie proposte ero indecisa su due, una mi avrebbe condotto sui tetti di Bologna in un viaggio quasi aereo, l’altra nei meandri della terra, alla scoperta di una parte di architettura Bolognese nascosta sotto i pavimenti dei bei palazzi Ottocenteschi bolognesi..

Alla fine ha vinto il percorso “terreno” il cui titolo era “Agghiacciante! Storie di ghiacci, gelati e sorbetti“. Le ghiacciaie di Bologna sono una vera e propria istituzione hanno segnato non solo l’architettura, (nascosta ) ma anche la storia di Bologna.

Purtroppo il mondo delle ghiacciaie è un mondo in via di estinzione: la maggior parte di queste strutture sono in stato di abbandono oppure non sono accessibili. Le poche accessibili sono divenute museo di sé stesse.

Tra il Settecento e l’Ottocento, conservare al fresco era molto difficile e anche molto dispendioso, solo i nobili potevano permetterselo. Nel’Ottocento solo le famiglie borghesi possono accedere a questo tipo di “bene prezioso” e il progresso, in ogni campo, come ad esempio nello studio dei medicinali, porta ad prepotente aumento della richiesta di ghiaccio. Nello stesso periodo cominciano anche gli studi per una corretta conservazione dei cibi. Una delle ghiacciaie accessibili e ristrutturate di Bologna si trova presso l’Hotel Portici. l’Hotel Portici, storico hotel di Bologna sulla Via Indipendenza, via storica aperta nel 1888 che cambiò completamente il disegno urbano di Bologna, completamente ristrutturato in stile minimalista, ha ristrutturato anche la propria ghiacciaia. È la prima ghiacciaia di Bologna che visitiamo, una delle due che visiteremo, una delle poche che sono accessibili e mantenute.

Trekking Urbano di Bologna indicazione ghiacciaia Hotel Portici

Alla ghiacciaia si accede attraverso uno stretto corridoio: il vestibolo. Il vestibolo serviva come “camera di decompressione” per riuscire a mantenere la temperatura più a lungo possibile, per evitare che il caldo potesse entrare nella ghiacciaia.  Trekking Urbano di Bologna ghiacciaia dei Portici

L’uso caratteristico delle ghiacciaie era quello della conservazione del ghiaccio per la vendita ma anche l’affitto di spazi in modo che le utilizzatori potessero mettere le proprie cose da conservare. Ovviamente solo ricchi e borghesi potevano permettersi di affittare uno spazio in questi ambienti oscuri e freddi. Il periodo in cui va tanto in voga questo utilizzo delle ghiacciaie è lo stesso che segna il passo fra la società precedente e quella del momento.

Parallelamente all’uso dell’affitto dei posti in ghiacciaia, avviene anche un altro passaggio fondamentale della società: le osterie vedono avviarsi il proprio declino in favore dei caffè. Trekking Urbano di Bologna caffè Zanarini La differenza rappresenta proprio un cambiamento fondamentale della società. Le osterie erano i luoghi dove si andava vestiti da lavoro e il cibo servito aveva l’unico scopo di essere fonte di sostentamento mentre nei caffè, ci si andava vestiti bene, per discutere, per intessere relazioni, per movimentare la vita politica della città e non solo.

Negli antichi caffè di Bologna si è scritta la storia d’Italia. Lo sai che nel caffè degli Stelloni si riunivano Zamboni e Barbieri giovani cospiratori contro il potere che idearono il tricolore Italiano?

Ma perché la nascita dei caffè è strettamente collegata alle ghiacciaie?

Le ghiacciaie erano regolamentate da regolamenti comunali molto severi. I caffè erano pensati come “spazi del ghiaccio”. Il Comune vietava il commercio di più di 100 kg di ghiaccio e l’accumulo della neve perché voleva esso stesso organizzare la vendita di questo prodotto tramite una licenza e i caffè, appunto, divennero il risultato di questa regolamentazione, divennero i luoghi deputati alla vendita del ghiaccio e dei suoi derivati. Derivati del ghiaccio: gelati e sorbetti. Bologna, come Napoli e come Milano divenne un polo della gastronomia del ghiaccio.

Anche Carducci e Leopardi, pestarono le pietre di via Indipendenza Trekking Urbano di Bologna via indipendenzae sedettero ai tavolini dei caffè Bolognesi. Carducci venne inviato a Bologna, aveva la cattedra della prestigioda Università nella facoltà che diventò di letteratura. Carducci di posizione antigovernativa e anticlericale creò dietro di sè un’onda che lo seguiva in tutto e per tutto, discutendo di poeti e politica seduto nel Caffè dei Grigioni di Bologna. Era l’unico posto dove ci si poteva permettere di prendere in giro il professore che seduto ai tavolini del caffè beveva grog e scriveva lettere d’amore appassionate a Carolina Piva di cui si era innamorato. Il postino che si era accorto dei sentimenti di Carducci, perché l’ufficio postale era proprio di fronte al caffè, lo scherniva ogni giorno per i suoi sentimenti.

Leopardi, si trasferì a Bologna per via della sua passione per i derivati del ghiaccio. Leopardi non voleva trasferirsi da Napoli, di cui amava il buonissimo gelato, ma a Bologna trovò un gelato degno di quello che lui amava tanto e fu grazie a lui che nacque il gelato il multi-gusto di creme: lui si faceva servire gusti diversi uno sopra l’altro.

Le ghiacciaie acquistano sempre maggiore importanza, tanto che alla fine dell’Ottocento cominciano ad apparire i primi chioschi del gelato. Non è un caso che le più famose macchine per i gelati dei giorni nostri siano di produzione Bolognese.

Insomma, il viaggio tra le ghiacciaie, e i suoi derivati ha svelato una Bologna in fermento, anarchica, anticlericale, vivace e innovativa. Una Bologna che con i suoi viali ampi e ariosi voleva fare il verso ai Boulevard di Parigi, una Bologna liberty elegante, golosa, che ospitava personaggi illustri della cultura, della politica come il Re e la Regina Margherita che vennero invitati in occasione dell’inaugurazione della scalinata del Pincio, o internazionali come Nicola I di Russia. Trekking Urbano di Bologna portici decorati

Che fosse una città viva, vivace, piena di fermenti culturali e politici non c’era bisogno che te lo dicessi io, ma ogni volta scopro storie nuove che la rendono, ai miei occhi, sempre più magnifica.

Il trekking Urbano di Bologna

  • Il Trekking Urbano di Bologna fa parte del circuito delle città che aderiscono al progetto di [ilink url=”http://www.trekkingurbano.info/”]Trekking Urbano[/ilink] la cui città capofila è Siena. Sul sito di riferimento potete trovare tutte le regioni e tutte le città che ogni anno partecipano a questo evento.
  • La giornata ufficiale del Trekking Urbano è, generalmente il 31 di ottobre. (segnate la data)
  • Il Trekking Urbano di Bologna viene organizzato da [ilink url=”http://www.bolognawelcome.com/trekkingurbano”]Bologna Welcome[/ilink]  che oltre a partecipare al tema ufficiale della manifestazione con un percorso studiato ad hoc per il tema scelto a livello nazionale, organizza due giorni di eventi di varia natura, di vario genere, di durata diversa, dal centro città fino alla prima periferia, tutti incentrati sul trekking con guide preparate e coinvolgenti come quella che ho seguito io nel mio percorso.
  • Tenete d’occhio, il prossimo anno i Social e il sito di Bologna Welcome perché occorre prenotarsi ed essendo percorsi gratuiti, vanno a ruba.

Tu hai mai partecipato ad un Trekking Urbano. Io sono alla mia seconda esperienza e penso che il prossimo anno mi prenoterò per più di un percorso. Vieni con me?

 

 

 

 

Autore:
Monica Liverani

Pubblicato il: 3 Dicembre 2015
ultima modifica: 27 Aprile 2016

Categoria: Emilia RomagnaTags: #trekkingbo

Info Monica Liverani

Sono Monica, viaggiatrice curiosa e narratrice di avventure.
Travel blogger professionista, amante dei viaggi on the road, dei trekking impegnativi e delle notti sotto le stelle.
Se non sono su un sentiero di montagna, mi trovi a tavola, a caccia di sapori autentici. Ascolta le mie storie su Viaggi a Colazione o leggi i racconti su Idee di Tutto Un Po’

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