Portogallo: itinerario del tour on the road in maggiolina

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Portogallo: itinerario del tour on the road in maggiolina

By | 2017-03-16T10:37:34+00:00 settembre 6th, 2016|Categories: Itinerari, Portogallo|Tags: , |4 Comments

Il nostro itinerario in Portogallo, con costi, tappe e indicazioni pratiche, poche, perché il Portogallo è un paese dove un fare un viaggio itinerante on the road è davvero facile.

Il Paese è molto piccolo, nei punti di maggior larghezza, dalla costa al confine spagnolo, ci sono poco più di 200 km e in linea d’aria da Nord a Sud l’estensione è poco più di 500 km.

Le distanze fra i punti di interesse non sono mai notevoli e le strade sono facilmente percorribili, e con traffico relativo.

portogallo

Il confine fra Spagna e Portogallo: per fare la foto sono scesa dalla macchina in autostrada e la polizia mi ha rimproverato

Insomma che il viaggio sia in Camper, in maggiolina, o in auto presa a noleggio, le difficoltà per affrontare un tour via strada, in questo Paese, sono decisamente ridotte al minino.

A parte le autostrade.

Le autostrade fanno caso a sé, caso molto poco chiaro e anche costoso, ma si possono tranquillamente evitare senza dover allungare il percorso o impiegare maggiore tempo. ti spiegherò meglio in un altro post perché non devi usare le autostrade

Il nostro itinerario comprende anche il trasferimento dall’Italia al Portogallo e viceversa, ma è fattibile anche volando su Porto e poi scendendo a sud come abbiamo fatto noi, oppure volando su Faro e salendo a Nord, percorrendo il nostro tour al contrario.

Ho scoperto che molte persone volano anche su Siviglia e poi con gli autobus raggiungono Faro, dove noleggiano l’auto.

Insomma il Paese è facile da scoprire via strada e le possibilità sono infinite.

I numeri del nostro tour in Portogallo

  • 22 giorni totali
  • 3 Paesi attraversati
  • 6 confini di Stato attraversati
  • 6560 chilometri
  • 596 litri di gasolio circa
  • 11 km/l di consumo medio del nostro mezzo
  • 77 ore di viaggio totali
  • 31 ore in sosta (per necessità tecniche e fisiologiche  😉 )
  • 14 tappe programmate di cui 4 saltate
  • 1 tappa tecnica (per dormire)
  • 5 tappe aggiunte in corso di viaggio

Le tappe dell’itinerario in Portogallo

Giorno 1

GIORNIDATAPARTENZAARRIVO2° ARRIVOKM
106.08.2016ImolaSan Sebastian (Spagna)1489
207.08.2016San SebastianPorto802
308.08.2016Porto0
409.08.2016Porto0
510.08.2016PortoBucacoCoimbra125
611.08.2016CoimbraTomar-Nazarè
Foz do Arelho
 256
712.08.2016Lago di ObidosObidos
Foz do Arelho
45
813.08.2016Foz do ArelhoSintra
Evora
290
914.08.2016EvoraMourau/Monsarazz
Rosario
151
1015.08.2016RosarioCastel de Vide
Lisbona
337
1116.08.2016Lisbona0
1217.08.2016Lisbona0
1318.08.2016LisbonaPorto Covo173
1419.08.2016Porto CovoCastelejoSagres160
1520.08.2016Sagres4
1621.08.2016SagresLagos43
1722.08.2016LagosMonciqueRia Formosa202
1823.08.2016Ria Formosa0
1924.08.2016Ria FormosaValencia835
2025.08.2016Valencia0
2126.08.2016ValenciaAlzira94
2227.08.2016AlziraImola1579

Come dico spesso il tragitto che mi separa dalla mia destinazione finale non mi interessa molto. Avendo la possibilità di viaggiare veloci e di avere un autista che difficilmente si stanca, generalmente proviamo a fare quanti più chilometri possiamo per avvicinarci alla nostra vera destinazione.

 Ecco cosa facciamo in auto durante le nostre lunghissime tappe

Come sopravvivere ad un lungo viaggio in auto

Avendo scelto di entrare in Portogallo da nord, la nostra direttrice è stata Lione-Bordeaux-San Sebastian. A Lione il nostro navigatore ha deciso di farci entrare in centro città perchè potessimo ammirare e farci venire al voglia di visitare questa città francese, che vista dalla strada ci ha fatto proprio un bell’effetto.

Anche San Sebastian, ci ha fatto decisamente un bell’effetto. Quando siamo arrivati, il sole era quasi completamente scomparso ma la baia di ha con il lungomare da passeggio è stato un colpo d’occhio notevole, di quelli che ti fanno fare spalancare la bocca e ti fanno pensare che qui bisogna proprio venire a farci un giro.

Se poi ci aggiungi che ci hanno raccontato che a San Sebastian si mangia divinamente, credo che entrerà di diritto nella nostra lista dei luoghi da visitare, anche se si è presentata come località cara, affollata, e dedita alla vita notturna

  • Giorno 2

Il tempo di cenare e fare una dormita e siamo ripartiti. La prima tappa prevista era Braga, a cui avrei dedicato non più di mezza giornata. Per non mi ricordo quale ragionamento ho deciso di saltarla e dirigere subito a Porto, per  avere un mezzo pomeriggio nel prendere confidenza con il nuovo paese, la nuova città, i mezzi pubblici e tutti gli annessi e connessi che occorrono per organizzarsi un po’. Sapevo che avrei dovuto improvvisare l’escursione a Porto e quindi qualche ora di stazionamento ci sarebbe servita.

Abbiamo perso tempo ad entrare in campeggio, fare il check-in (c’era la fila continua di camper lungo la strada) e poi siamo ci siamo organizzati la giornata seguente e siamo andati ad annusare l’Oceano Atlantico. Lungo la strada che ci ha condotto a Porto, abbiamo costeggiato Parque Natural de Montesinho: un altro posto, che con il suo verde intenso, le sue vette tondeggianti mi ha fatto venire la voglia di approfondire la conoscenza.

Appena entrati in Portogallo, siamo entrati in una nuvola di fumo, svariati incendi ci hanno accompagnato più o meno vicini, più o meno spenti quasi fino a Porto, mettendoci anche un pochino di ansia.

  • Giorno 3

Lo abbiamo dedicato a Porto, raggiunta con i mezzi pubblici. Dal capolinea l’attrazione sicuramente più vicina era il mercato, che non ci siamo lasciati sfuggire e dove abbiamo assaggiato, come nostra abitudine.

Abbiamo visitato la cattedrale che sembra più una fortezza che una chiesa, la magnifica stazione ferroviaria piena di storie da raccontare con i suoi splendidi Azulejos, le strette e ripide stradine del quartiere sotto la Sè (la cattedrale), e la libreria Lello, una delle belle e particolari del mondo dove si entra facendo la fila e comprando un biglietto

  • Giorno 4

Ci siamo dedicati nuovamente alla città di Porto, e siamo partiti alla scoperta di alcuni dei suoi simboli più famosi: la zona della Riberinha, il ponte Dom Luis I, il Douro, e il tram storico che ci ha portato direttamente sull’Oceano, abbiamo pranzato in un meraviglioso locale di cucina tradizionale-fusion. Fortunatamente, il fumo che avvolgeva Porto dalla mattina a causa di un incendio molto vicino alla città, si è disperso nel pomeriggio e ci ha permesso di ammirare un meraviglioso tramonto sul fiume, di quelli che ti faranno ricordare quel luogo per tutta la vita.

  • Giorno 5

Siamo partiti da Porto con destinazione Buçaco, una foresta. Una foresta dichiarata Patrimonio nazionale del Portogallo, con un palazzo, dicono, tra i più particolari del Portogallo, ma purtroppo un altro incendio ci ha sbarrato la strada e la polizia ci ha fatto ritornare sui nostri passi.

Siamo andati direttamente a Coimbra, la città universitaria, la terza Università più antica del mondo, dove abbiamo scoperto una cittadina luminosa, vivace, spensierata e scanzonata e dove abbiamo fatto la fila per vedere la Libreria Universitaria, che per un disguido non siamo riusciti a vedere. Coimbra ci è piaciuta molto.

  • Giorno 6

In partenza da Coimbra il programma preveda la sosta a Tomar per vedere un grandioso convento appartenuto ai Templari e a Batahla che però abbiamo saltato per sopraggiunta insofferenza della 14enne ai conventi. Siamo passati invece da Nazarè, che avevo deciso di saltare, perché, anche se fuori stagione, non volevo perdermi il luogo dove si verificano le onde più grandi del mondo. L’Oceano era piatto come una tavola ma il piccolo centro Sítio da Nazaré, appollaiato sulle rocce che sovrastano il paese di Nazaré è davvero piacevole, particolarmente bianco, abbagliante e con vista mostruosa. Per la notte siamo andati a Foz do Arelho, vicino ad Obidos.

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La maggiolina e il maggiolino: fratelli diversi

  • Giorno 7

Se non avessi scelto Foz do Arelho per il pernottamento, in un campeggio con wifi veloce come il fulmine, sarei di sicuro, andata ad Obidos in mattinata, avrei perso la suggestione del tramonto sulle mura, e non avrei potuto scoprire il lago di Obidos. Quindi stravolgendo nuovamente l’itinerario, abbiamo passato quasi l’intera giornata in spiaggia al lago (o al mare?), in un posto veramente incredibile con le acque tumultuose e gelide dell’Oceano e con quelle calme e più tiepide del lago di mare (te lo racconterò per bene). Sul finire del pomeriggio abbiamo visitato il meraviglioso borgo di Obidos, che ci davvero incantato, con il suo percorso nelle mura, le sue stradine e le casette perfettamente imbiancate con i particolari gialli e blu tipici portoghesi. Avremmo voluto passare la notte in un area di sosta camper privata poco più a sud di Obidos, ma il proprietario ci ha detto che non ci poteva accogliere perché non siamo camper/autocaravam/motorhome, quindi abbiamo passato la notte nuovamente a Foz do Arelho.

Ti ho parlato dei problema delle aree di sosta dei camper che non accettano le maggioline in questo post

Aree di Sosta per maggiolina: le guide di Lollotour

  • Giorno 8

A questo punto, l’itinerario del tour, su cui eravamo comunque in anticipo di un giorno, ci avrebbe portato a Lisbona, ma visto che l’appuntamento con la guida a Lisbona sarebbe stato per il 16 agosto, abbiamo rivoluzionato nuovamente i programmi e abbiamo deciso di visitare Sintra, come da programma, e poi di dirigerci verso l’Alentejo rurale, all’interno del Paese, quasi al confine con la Spagna, dove avevo individuato alcuni castelli e piccoli borghi che mi sembravano meritevoli della visita.

A Sintra bisognerebbe starci due giorni, tanto è vasto il patrimonio di cose da vedere. Noi abbiamo scelto di vedere tutto il Paese e di visitare all’interno il Palacio Nacional e il Palacio da Pena, ammirando e immaginando gli straordinari interni degli altri palazzi.

Da qui a Cabo de Roca, il punto Ovest più occidentale dell’Europa, non ci vuole molto, a meno di rimanere imbottigliati nel traffico fra le auto parcheggiate (male) ai bordi della strada e gli autobus che non passano. Cabo de Roca, come ogni punto estremo di qualsiasi terra ha il suo fascino di confine, quella fine di continente e quel senso di grandeur che io provo nel trovarmi davanti il nulla e dietro la fine di tutto. Da Cabo de Roca abbiamo raggiunto Evora in serata, quando era già buio.

  • Giorno 9

Evora è considerata una delle più belle città del Portogallo, ma forse noi l’abbiamo visitata al mattino troppo presto, quando ancora nessuno passeggiava fra le viuzze storiche e tortuose racchiuse dentro le possenti e spettacolari mura di cinta.  Bella, ordinata, con il tempio di Atena, la Cappella delle Ossa, ha cominciato ad animarsi sul tardi del mattino, quando abbiamo deciso di andare via.

Evora è molto vicino ad un sito archeologico che volevo vedere, ma che era programmato in altro giorno (in fondo Evora era stato un fuori programma) quindi siamo andati a vedere i Menir che sono molto più antichi di quelli Stonehenge e poi abbiamo raggiunto il borgo di Moura, piccolo e con il suo borgo medievale, le casette intonacate di bianco.

Lasciato Moura siamo andati a Monsaraz.

Un gioiello! Il borgo medievale è candido e perfetto, completamente ristrutturato e rinchiuso nelle mura del castello.

Per la notte abbiamo scelto un campeggio in un paesino poco distante, a San Rosario, campeggio rurale in mezzo agli ulivi, con l’atmosfera rilassata che piace a me.

Avevo letto manifesti di una festa in Paese per la sera stessa.

Il Paese si trova a circa 3 km dal camping, abbiamo fatto l’autostop per andare ma la festa era una tristezza e il ritorno lo abbiamo fatto a piedi tra campi, pecore, capre e cani perché i taxi qui non esistono e nessuno ha voluto mollare la divertentissima festa per accompagnarci. Abbiamo riso tanto.

  • Giorno 10

Inseguendo una notizia trovata sul sito di Castel de Vide, ci siamo spostati in questo paese, alla ricerca della festa di Ferragosto: artigianato e gastronomia. Ma la festa non c’era!

Abbiamo conosciuto un altro borgo meraviglioso, ci siamo divertiti incontrando strani personaggi, abbiamo mangiato in un circolo sportivo baccalà e gazpacho portoghese poi nel primo pomeriggio abbiamo nuovamente raggiunto Lisbona, diretti al Lisboa Camping. Check-in con fila: serve armarsi di pazienza ma il campeggio è gigantesco e il posto c’è per tutti.

  • Giorno 11

Dietro consiglio della guida abbiamo preso un taxi per raggiungere Lisbona, che dista pochi chilometri dal camping. Avevamo appuntamento con Liliana, la nostra guida italiana insider per Lisbona. Abbiamo visitato e conosciuto tutti i quartieri di Lisbona, imparando le caratteristiche di ognuno. Rossio, Baixa, Chiado, Alfama, Moureria, Barrio Alto.

In compagnia di Liliana, siamo riusciti a vedere quasi tutta la città in un giorno solo. Siamo rientrati con taxi al campeggio.

  • Giorno 12

Siamo tornati in centro a Lisbona, volevo approfondire alcuni angoli della città, vedere la Torre di Belem, vedere la Tomba di Vasco de Gama, sempre a Belem e rimpinzarmi di Pastel de Nata nella più famosa pasticceria della zona di Lisbona. Siamo tornati in centro città e abbiamo cenato in un ristorante dell’Alfama.

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Lo scenografico Ponte Vasco de Gama, vicino a Lisbona

  • Giorno 13

L’itinerario del nostro tour del Portogallo, ha quasi terminato la parte culturale, da adesso il programma prevede il mare, la costa vicentina e l’Algarve fra qualche giorno. La nostra prima tappa sulla Costa vicentina è Porto Covo. Sinceramente non ricordo che cosa mi avesse affascinato di questa località, ma sono impazzita di meraviglia quando ho cominciato a vedere piccole strisce di sabbia incastonate fra falesie color ocra.

Abbiamo passato il resto della giornata in una delle numerose spiagge nascoste fra le scogliere come un mollusco fra le valve della conchiglia. Abbiamo dovuto cercare un posto per dormire quando l’Atlantico ha deciso di sfrattarci: la marea che saliva ha ridotto la spiaggia, e ci ha fatto capire che era ora di andare.

  • Giorno 14

Abbiamo lasciato Porto Covo per scoprire altre spiagge della Costa vicentina: Zambujeira Do mar, Arrifana, Praia do Amado, Castelejo, solo alcune delle spiagge che interrompono le falesie della Costa vicentina. Abbiamo scelto Castelejo,  che sulla Routard, veniva indicata come una una lunga spiaggia “come tutte le altre”, senza lode e senza infamia, e che è sembrata invece una delle più belle che abbiamo visto. Dalla spiaggia di Castelejo ci siamo diretti a Sagres per la notte. Paese descritto come un luogo senza grosse attrattive se non la fortezza di Enrico il navigatore e il Cabo de Sao Vincente che da il nome a tutta la costa

  • Giorno 15

Visto che Sagres non ci avrebbe riservato particolari sorprese abbiamo passato la giornata alla spiaggia di Beliche che ci ha regalato i delfini e il solito giochino divertente della marea che sale incalzando gli ignari bagnanti che si sono posizionati in prima fila sulla battigia.

Giornata terminata al faro di Cabo de Sao Vincente dove con migliaia di persone e un vento atlantico che sembrava sollevarci da terra, abbiamo ammirato il tramonto che nel medioevo veniva considerato 100 volte più grande che in qualsiasi altro luogo

  • Giorno 16

Siamo entrati in Algarve con poca convinzione e la prima tappa l’abbiamo fatta alla Ponta do Piedade, un angolo di Oceano tra le falesie e i faraglioni con colori e forme da togliere il respiro. Per trascorrere la giornata abbiamo scelto Praia Dona Ana che al mattino presto, con la bassa marea e con un movimento giusto di persone potrebbe decisamente essere eletta come una delle spiagge più suggestive del Mondo. Peccato i palazzoni dietro, peccato l’affollamento, peccato che l’aria selvaggia della spiaggia sia scomparsa completamente

  • Giorno 17

Ci siamo diretti a Praia da Rocha, considerata dalla guida una delle più belle spiagge del Portogallo. Forse le mie opinioni non sono proprio in linea con quelle della guida, l’ho trovata la più brutta spiaggia del nostro tour in Portogallo. Non sprigiona il fascino selvaggio, naturale, timido,  che è proprio del Portogallo.

La spiaggia lunga e ampia è circondata da palazzi che sembrano scatole, e sono hotel, e c’è sovraffollamento di sport acquatici, come le moto d’acqua, persone sulla battigia, acquagym con musica a palla e motoscafi che volano sulle onde. Neanche mezza giornata e siamo scappati all’interno a Moncique, paesino collinare, in zona termale e in parco naturale che avevo visualizzato in un modo differente nella mia immaginazione: non mi ha entusiasmato.

Per la notte ci siamo avvicinati ulteriormente al confine con la Spagna andando a pernottare a Ria Formosa (dove siamo arrivati per caso, dopo aver trovato un campeggio colonia per famiglie di militari in ferie, che non ci ha accettato)

  • Giorno 18

L’intenzione era di passare la notte a Ria Formosa e ripartire verso la Spagna il giorno seguente, in realtà quando ho avuto cognizione di dove ci eravamo fermati, ho deciso che ci potevamo anche spendere una giornata intera nella Riserva Naturale di Ria Formosa, fra la Laguna e l’Oceano, fra le dune e i gabbiani. Ci siamo concessi una giornata di spiaggia in Riserva naturale, con giochi d’acqua fra le onde.

  • Giorno 19

Direzione Valencia siamo arrivati al Camper Park Valencia nel tardo pomeriggio, giusto in tempo per testare il nuovo servizio del Camper Park: la Paella.

  • Giorno 20

Alla coperta di Valencia, una visita al Palazzo della Lonja che non avevo mai visto e una merenda di tarda mattinata al Mercat Central uno dei nostri posti preferiti.

Valencia cattedrale, Lonja, ma soprattutto Horchata

Valencia, Il Mercat Central

  • Giorno 21

Abbiamo passato la giornata passeggiando sulla spiaggia e facendo il bagno nella gigantesca spiaggia di Valencia affollata della più varia specie umana.

Nel tardo pomeriggio siamo andati ad Alzira, un paesino della Comunitat dove eravamo attesi da amici per una cena.

  • Giorno 22

In un’unica “tirata” da Alzira abbiamo passato il confine di Spagna, Francia e Italia per concludere la giornata dormendo nel nostro letto di casa.

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Davanti a noi la strada, dietro a noi la strada

Quanto costa un tour in Portogallo

I costi dell’itinerario del nostro tour in Portogallo:

Gasolio: tra i Paesi attraversati il gasolio meno caro si trova in Spagna, dove abbiamo trovato pompe di benzina con prezzi di € 0,99 al litro. in Francia e in Portogallo i prezzi del gasolio sono allineati con quelli italiani. Vige la regola comune a quasi tutti i Paesi: in autostrada il gasolio costa di più, nei distributori cittadini costa di più che in quelli di campagna o periferici.

Costo della vita: in Portogallo non abbiamo trovato grosse differenze nel fare le spesa, il costo della vita per i generi alimentari si equivale abbastanza. Abbiamo trovato molto molto economici i taxi di Lisbona, care e complicatissime le autostrade (ti spiegherò più avanti come funzionano le autostrade, l’ho capito questa sera), i campeggi sono un po’ più cari di quelli spagnoli, ma molto più economici di quelli italiani. Abbiamo trovato vicino al lago di Obidos un’area di sosta camper decisamente economica: € 2,00 a notte.

Piuttosto cari rispetto alla Spagna, che è il paese più vicino e con cui mi sono confrontata anche in questo viaggio, musei e attrazioni.

Pernottamenti (Hotel, campeggi, aree sosta)€ 605,35
Carburante€ 680,23
Cibo (spesa, ristoranti, gelati, bibite e assaggini vari)€  671,13
Musei, Souvenir, mezzi di trasporto pubblici€  332,15
Autostrada, Pedaggi, Traghetti €  393,27
TOTALE€ 2.682,13

Ora che conosci chilometro per chilometro l’itinerario ed euro per euro la spesa non ti sarà difficile pianificare il tuo tour. Ti ripeto ancora una volta che il Portogallo è davvero facile da vivere in tour e che le distanze sono talmente ravvicinate che si gira tranquillamente da Nord a Sud e viceversa senza dover correre e senza affannarsi, non godendosi il viaggio.

Ora non ti resta che aspettare i racconti delle varie tappe, sono sicura che alcuni luoghi colpiranno la tua immaginazione spingendoti a pensare al Portogallo, come prossima meta di un tuo viaggio “su strada”.

Come mia abitudine ho tracciato tutto il mio viaggio, tappa per tappa, giorno per giorno, in modo che da casa, mia mamma sapesse dove eravamo senza bisogno di telefonare tutti i giorni anche in assenza di wifi

Io traccio sempre i miei lunghi viaggi su strada ➡ Youposition

Ti ho convinto? Oppure pensi che potessi organizzare diversamente l’itinerario e aggiungere o togliere alcune tappe? Sono molto curiosa, se mi indichi i tuoi suggerimenti li inserirò nel post.

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About the Author:

Travel blogger appassionata di food, meglio ancora street food. Viaggiatrice on the road a più non posso con il letto sopra il tetto. Web writer, web content, Social Media Specialist, SEO learner Ah... ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

4 Commenti

  1. sabrina 21 settembre 2016 al 12:21 - Rispondi

    Questo è sicuramente uno dei post più dettagliati su un viaggio in Portogallo! Grazie mille per il tuo racconto mi ha fatto molto piacere leggerlo perchè adoro quella terra.

  2. Sara 16 ottobre 2016 al 18:08 - Rispondi

    Ciao Monica!!!
    Da come l’hai raccontato immagino che il tuo tour sia stato davvero magnifico!!! Io a San Sebastian ci sono stata quest’anno e ti confermo che la cucina è sublime!!! Ovviamente ha prezzi più elevati rispetto alla media spagnola ma se ci si sposta un po’ dal centro si trovano prezzi super accettabili per quello che si mangia. In più è stata l’unica spiaggia in cui siamo riusciti a fare il bagno…anche noi abbiamo avuto a che fare con l’Oceano, ma la parte su cui si affaccia la Spagna del Nord e’ davvero fredda!!!

    • Monica Liverani 16 ottobre 2016 al 20:58 - Rispondi

      Ciao Sara, si ci sono stati aspetti che mi hanno decisamente impressionato, altri che mi hanno colpito meno. Lisbona è davvero incredibile e la Costa Vicentina mi è piaciuta da matti. Un altro giretto veloce a Lisbona mi piacerebbe davvero! Ma anche a Porto che si ha donato alcuni momenti e angoli davvero emozionanti. Scriverò tutto tutto, appena riesco a mettermi in fila con qualche cosetta pendente. Ci vediamo presto. 😉

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