Visitare Auschwitz: le impressioni di una teen

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Visitare Auschwitz: le impressioni di una teen

By | 2016-03-06T18:55:05+00:00 gennaio 26th, 2016|Categories: Polonia, Trips 4 teens|Tags: , |3 Comments
Quest’estate sono stata ad Auschwitz per visitare il campo di concentramento.
Era da un paio di anni che ci volevo andare,  i miei genitori hanno preferito aspettare che io avessi studiato la 2ª guerra mondiale in modo che potessi capire meglio la situazione che mi avrebbe circondato.
Finito l’esame di terza media e arrivato agosto,  siamo partiti per andare in Lettonia, Estonia e Lituania,  facendo la prima sosta ad Auschwitz, in Polonia.
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Auschwitz si divideva in 3 campi:  Auschwitz I (quello più conosciuto),  Auschwitz II (conosciuto come Birkenau) e  Auschwitz III che attualmente è inagibile.
Nella visita del campo siamo stati accompagnati da una guida che ci ha spiegato tutte le vicende accadute ad  Auschwitz, le funzioni di tutti gli edifici,  le storie dei prigionieri e delle SS.
Avere avuto questa guida è stato molto utile perché sono riuscita a comprendere meglio ciò che mi circondava nonostante l’avessi studiato.
Quando siamo arrivati e ci siamo parcheggiati per la notte proprio davanti all’ingresso del campo, sentivo un senso di inquietudine e mi sono chiesta “Oddio cosa vedrò domani?”.
visitare auschwitz il numero della baracca
visitare Auschwitz passaggi di filo spinato
 Pensavo di entrare e di non riuscire ad ascoltare le parole della guida e di fare un’esperienza che mi avrebbe un po’ sconvolto.
[box type=”info” size=”large” style=”rounded” border=”full”]Quando avevo 10 anni per un caso fortuito sono stata a visitare un altro simbolo della persecuzione nazista. L’impatto era stato molto più intenso, ero più piccola e non ero preparata per niente ➡ [ilink url=”https://www.ideedituttounpo.it/la-casa-del-terrore/” style=”tick”]La Casa del Terrore[/ilink] di Budapest[/box]
Appena si entra si vedono subito le rotaie da cui arrivavano i prigionieri e che collegavano Auschwitz,  Birkenau, tutti gli altri campi e le città di tutta Europa da cui arrivavano i prigionieri.
visitare Auschwitz le rotaie di Birkenau
visitare Auschwitz la provenienza dei deportati
Tutto attorno ci sono i fili di metallo spinato che circondano interamente il campo e che gli danno un’aria angosciante.
visitare auschwitz filo spinato sul perimetro
Si visitano le varie baracche che servivano a varie funzioni: cucina, forni crematori, baracche di alloggio e baracche prigione.
Le baracche si dividevano nelle baracche di alloggio per i prigionieri e baracche di alloggio per i capi delle SS, anche senza entrare non si può non notare la differenza: le baracche dei tedeschi erano più grandi e tenute molto meglio rispetto a quelle dei prigionieri.
Lungo il perimetro del campo ci sono anche molte postazioni per le sentinelle: torrette di legno dalle quali si poteva controllare tutto il perimetro. visitare Auschwitz torretta sentinelle
Nei seminterrati delle baracche ci sono dei “buchi” quadrati di dimensione 1 metro per  1 metro in cui venivano accalcate 4 persone, inginocchiate, in modo da fargli perdere la sensibilità delle gambe, risultare inabili al lavoro e quindi destinati ad essere uccisi.
Se dopo il tempo che erano costretti a passare là dentro, che poteva variare da 1 giorni ad alcune settimane, fossero usciti vivi, venivano portati fuori dalla baracca dove, in un cortile, c’erano pali di legno e un muro di mattoni: i pali servivano per appendere i prigionieri per le braccia in modo da fagliene perdere l’uso, il muro serviva per sparare ai prigionieri che non erano più in grado di lavorare.
Visitare Asuchwitz il muro delle fucilazioni
Entrare nei forni crematori è stato sconcertante.
I forni crematori sono delle baracche in cui ci sono in serie, molti forni piccoli dove venivano messi due corpi dentro.
visitare Auschwitz forni cremtori
Successivamente i corpi sotto forma di cenere venivano dispersi in modo da lasciare meno prove. Vicino ai forni ci sono anche le famose docce in cui venivano mandati specialmente i bambini all’arrivo per ucciderli più facilmente. Le docce sono delle grandi stanze nelle quali ci sono veri erogatori da acqua ma dai quali veniva giù gas tossico.
A stare lì dentro io avevo quasi il timore che le docce si azionassero realmente e la cosa mi ha fatto venire i brividi.
Per quanto riguarda Birkenau mi hanno colpito molto le baracche perché erano abbastanza grandi ma ci stavano un numero di persone impensabile. In più il “bagno” (se così si può chiamare) era dentro la baracca stessa in uno stato inimmaginabile.
Ma la cosa che mi ha lasciato interdetta è  che dentro queste baracche c’era un impianto di riscaldamento a legna, che non è mai stato acceso, che stava lì perché, in caso fossero arrivati i controlli, le baracche erano a posto e non potevano essere chiuse o essere multati i responsabili del campo.
visitare Auschwitz interno baracche di Birkenau
È un peccato il fatto che i forni crematori siano stati distrutti in un incendio che hanno appiccato i tedeschi prima che arrivassero le forze russe a liberare il campo, avrei voluto visitarli. Avrei voluto capire se c’erano differenze con quelli di Auschwitz.
L’esperienza mi è servita a capire come venivano trattati i prigionieri. Prima di entrare mi sarei aspetta di piangere,ma non ci sono riuscita: la visita è talmente toccante da bloccare le lacrime. Le spiegazioni di Margherita, la nostra guida, mi hanno portato con l’immaginazione tanto vicina alla realtà da togliermi le parole.
[box type=”info” size=”large” style=”rounded” border=”full”]Le lacrime sono rimaste bloccate negli occhi di tutti, della mia amica, di mio babbo e anche di mia mamma, come spiega lei nel suo post ➡ [ilink url=”https://www.ideedituttounpo.it/auschwitz/” style=”tick”]Auschwitz[/ilink] [/box]

Perchè e come visitare Auschwitz secondo me

Credo che tutti debbano andare a visitare Auschwitz una volta nella vita, ma non senza saper nulla di ciò che è accaduto. So che la visita al campo è sconsigliata a chi ha meno di 14 anni, penso che sia giusto, sotto a quell’età si fatica a conoscere i fatti che sono accaduti, sotto a questa età nessuno ti avrà mai consigliato di leggere “se questo è un uomo” di Primo Levi. Sotto questa età nessuno ti avrà mai raccontato o invitato ad andare a cercare su internet le immagini di questa follia. Prima di andare ad Auscwitz devi avere la cognizione di ciò che è successo, del perché è successo e di chi è stato coinvolto.
Se un giorno farai visita ad Auschwitz mi piacerebbe sapere cosa ti ha lasciato.
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About the Author:

Figlia di una tutto fare travel blogger. Viaggio con i miei genitori
ma a volte me li dimentico a casa. Quando non nuoto, non studio o non mangio ubbidisco alla mia mamma (ovvero mai)

3 Commenti

  1. Daniela Scerri 27 gennaio 2016 al 21:46 - Rispondi

    Bravissima Carlotta, la tua mamma sarà molto orgogliosa di questo tuo bellissimo post! Ed io, come mamma, ti ringrazio per questo tuo scritto. Lo conserverò e lo farò leggere alle mie ragazze. E’ da un po’ che medito questa meta e prima o poi, ne sono certa, ci arriveremo. Ma bisogna essere pronti! Un caro abbraccio e continua così! Buona strada!

  2. Carlotta Loreti 31 gennaio 2016 al 16:22 - Rispondi

    Ciao Daniela,
    Grazie mille. Spero anche io che mia mamma sia orgogliosa di me.
    Spero che alle tue ragazze il post piaccia e vi auguro di riuscire ad arrivare a questa meta perché merita di essere visto.

  3. Davide Diolaiti 23 agosto 2017 al 11:44 - Rispondi

    Ciao Carlotta,
    mi sono imbattuto casualmente nel tuo post e lo ho letto con vivo interesse.
    Per quanto questa esperienza sia sconvolgente e irreale, concordo assolutamente con la parte finale del tuo articolo: affinché la memoria non vada dispersa e ci si renda conto di cosa realmente vi è avvenuto, una volta nella vita va sicuramente visitato.
    Brava.

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