>Whale Whatching in Islanda: che emozione avvistare le balene

Whale Whatching in Islanda: che emozione avvistare le balene

By | 2018-06-29T08:01:37+00:00 29 giugno 2018|Categories: Islanda|Tags: , , |0 Commenti

Una delle ragioni per cui sono andata in Islanda era vedere le balene. Non era unica ragione, ma era una delle principali, visto che una decina di anni avevo tentato l’avvistamento balene, ma mi era andata male.  Informazioni sul  whale watching da Hauganes Islanda, consigli e informazioni utili per avvistare i ginganteschi mammiferi marini

Dopo aver deciso l’itinerario in Islanda la prima cosa su cui ho cercato informazioni è stata l’escursione di Whale Whatching. Per me era proprio obbligatorio fare questa escursione e avevo tutte le intenzioni di sfidare la sorte. Quella sorte che dieci anni fa alle isole Vesteralen, invece, mi aveva fregato.

Ci sono tantissime compagnie di navigazione che effettuano escursioni di whale watching In Islanda, ci sono partenze da Reykjavík, dalla penisola Snæfellsness e tante tantissime escursioni partono da Husavik nel Nord Islanda, oppure da Hauganes, proprio dove sono andata io.

Per arrivare ad Hauganes mi sono costretta ad percorrere il perimetro della Trollaskagi, la penisola dei Troll, nel Nord dell’Islanda, per arrivare ad Hauganes. Avevo anche trovato un Ostello/campeggio verso l’interno della penisola che anche se chiuso mi avrebbe ospitato proprio per la notte in cui avrei avuto necessità. Credevo che ad Hauganes non ci fosse modo di pernottare.

Whale Watching Hauganes: perché qui?

Ad Hauganes c’è una sola compagnia che fa escursioni e si chiama Whale Watching Hauganes (non si può sbagliare). Perchè nella vasta offerta di escursioni per whale watching ho scelto questo posto? Perché ricordo fin troppo bene l’esperienza avuta alle Vesterallen: un mare talmente infuriato da fare paura, onde talmente alte da inghiottire la prua della nave e farci avere l’acqua a mezza gamba. In quell’occasione eravamo “drogati” di Xamamina e tra quella, il freddo, le onde e la betasuppe con il pane nero che ci offrivano come panacea di ogni male ci sono veluti ben due giorni per riprenderci.

Whale Watching Hauganes

Ad Hauganes è altamente improbabile che si verifichi una situazione come quella della Norvegia, Hauganes si trova all’interno di un lungo e stretto fiordo dove è difficile che il mare diventi troppo furioso. Ero convinta che se non avessi visto le Balene, per lo meno non sarei stata troppo male.

Un’altra ragione che mi ha indotto a scegliere Whale Whatching Hauganes è la barca. Mi affascinava l’idea di un peschereccio di legno rispetto ai veloci e giganteschi gommoni che molti usano adesso. La barca ha decisamente un suo fascino, e i punti di osservazione per avvistare balene da sopra la nave sono perfetti.

Whale Whatching eco compatibile

Whale Watching Hauganes vanta un’altra caratteristica: per contrastare l’emissione di carbonio dovuto ai motori della barca la compagnia partecipa ad un programma per la neutralizzazione dell’anidride carbonica, per ogni tour di avvistamento belene, viene piantato un albero in quella che viene chiamata la foresta delle Balene.

Ma non è tutto la bellissima barca di legno finlandese utilizza come carburante biodiesel ricavato da olio da cucina esausto proveniente dai ristoranti.

whale watching porto di Hauganes

Whale Whaching Hauganes: il primo tour operator islandede per le escursioni di avvistamento delle balene

Ad Hauganes hanno un altro primato ancora: sono i primi operatori dell’Islanda ad avere inziato i tour per l’avvistamento delle balene In Islanda.

Proprio quest’anno hanno festeggiato i 25 anni di attività con una festa che ha coinvolto tutta la comunità di Hauganes.

Lo confesso, su questo tour ci contavo davvero anche se sapevo che per quella zona, il periodo scelto, la fine di aprile, non era proprio il periodo ideale. Le balene arrivano nel fiordo Eyjafjörður proprio verso la fine di aprile, inizio maggio e quindi non era certo che riuscissi a vederle.

Il Tour di Whale Whatching

La giornata in cui avevamo prenotato il tour non era una giornata meterologicamente perfetta: nubi basse, un freddo da battere i denti, e pioggia, di tanto in tanto mista a neve. Il mare fuori dal piccolo porticciolo, però non era per niente minaccioso, proprio come mi ero immaginata e dovesse essere.

Abbiamo dormito ad Hauganes in un campeggio chiuso, praticamente in “libera” ma più che altro perché gli Islandesi hanno una strana concezione del campeggio, in ogni caso abbiamo aspettato le 13.30 sperando che smettesse di piovere. Avremmo potutto fare il bagno nelle hot pot appena messe in fuzione, ma non volevo bagnarmi i capelli che non avrei saputo dove asciugarmi e immaginavo che da bagnati si sarebbero ghiacciati in mare.

L’equipaggio della barca è composto dal capitano e dalla guida che aiuta il capitano nelle manovre e che spiega dove e perché si possono vedere le balene e i delfini mettendo a disposizione dei turisti la propria esperienza di avvistamento.

Whal watching equipaggio della barca

Il viaggio è tranquillo, nonostante il tempo non sia dei migliori, ma almeno non pioveva, il mare era abbastanza tranquillo. Abbiamo costeggiato tutto il fiordo fino quasi ll’inbocco del mare aperto e proprio mentre il capitano ha girato la prua abbiamo visto il primo sbuffo.

Non puoi immaginare cosa significi sentire quel sibilio e vedere lo sbuffo dell’acqua che sale dal mare mentre con li occhi annebbiati dalle nuvole basse e dall’emozione cerchi di mettere il fuoco il punto dove potresti vedere la schiena e la coda del gigante.

Quando vedi lo sbuffo devi essere velocissimo nel centrare la posizione: le balene restano in superficie per poco tempo e poi si immergono nuovamente e sott’acqua possono cambiare direzione.

L’avvistamento delle balene: che emozione!

Siamo usciti dal porto con un maare quasi piatto, una pioggerella leggera sulla testa, e il vento gelido. Il confine terrestre dei fiordi era quasi completamente avvolto nella nebbia e la terra che riusciva a fare capolino era ammantata della neve caduta la notte precedente.

Siamo arrivati quasi alla fine del fiordo costeggiando un isoletta che si trova proprio in mezzo all’insenatura, con case e strade, qualcuno ci abita davvero, e poi il capitano ha rallentato la velocità che già era abbastanza bassa e ci aveva permesso di vedere, “mare facendo” alcuni delfini. Siamo comunque rimasti all’interno del fiordo.

Alli, la guida ci ha spiegato che il periodo non è ancora in pieno per le balene in questa zona, ma che in questo fiordo, vengono con i cuccioli perché è un posto tranquillo e poi le prime aspettano tutte le altre che con il prodeguire della stagione arrivano sempre più numerose.

L’atmosfera era grigia, dal cielo al mare, e sinceramente avevo paura che in tutto quel colore piatto non avrei visto niente.

Il primo Pffffffff non lo senti, non te ne accorgi proprio, devi essere allenato a sentirlo lo sbuffo, ma impari presto, il primo avvistamento, il primo sbuffo lo vedi perchè vedi il capitano che comincia a ruotare velocemente il “volante”, la guida prende il binocolo e comnicia a gesticolare e tutti i tuoi compagni di viaggio si agitano ed urlano guandando ognuno da un parte diversa. Questo è il primo avvistamento, il momento in cui lo sbuffo viene visto dalla guida e da nessun altro, mentre il capitano cerca di dirigersi verso il punto in cui è affiorata la balena.

Whale watching hauganes sbuffo della balena

Lo sbuffo della balena

A questo punto il cuore comincia a battere forte perché ora hai la certezza che ci sono. Che ansia però e se me le perdo di nuovo e comincia tenere il conto dei minuti che sai che la balena passa in apnea e poi cominci a ruotare lo sgaurdo e a rimbalzare da un lato all’altro della barca nella speranza di essere la prima a vedere il soffio di vapore, con la reflex in mano e il telefono a mio marito augurandomi che una “botta di culo” lo faccia diventare improvvsamente un “turista-regista”. Sapevo in cuor mio che non avrebbe centrato nemmeno una ripresa, nemmeno un pezzetto, quello che speravo era  di vederne talmente tante da poterle fotografare e poi riprendere da sola.

Eccolo! E vedi lo sbuffo in lontananza, poi la schiena che s’inarca e la coda non sale per immergersi come sogno da tanto, la coda sfiora appena il pelo dell’acqua e poi s’immerge. Poi subito dalla paarte opposta: sembriamo delle palline matte che saltano da una parte all’altra. Io sono felicissima, ma non ancora soddisfatta.

E subito un altro sbuffo e poi la coda alta e bella che s’immerge proprio il mio sogno.

whale watching coda di balena

Ero euforica, come poche volte in vita mia, e loro, le balene si avvicinavano e si allontanavo girando intorno alla barca. Ne abbiamo vite varie, o forse erano poche che in apnea facevano strada, ne abbiamo viste di grandi e di piccole, un cucciolo c’era di sicuro, ma poi diventa difficile capire se quelle che emergono siano sempre le stesse oppure diverse. Nel grigio del cielo e del mare non si è confuso proprio nulla.

whale watching coda di balena

Loro si facevno notare e guardarle è bellissimo perché il loro modo di nuotare, di sbuffare, si immergersi è talmente trnquillo e pacato che ti mette serenità. Sono davvero mammiferi stupendi.

Siamo rimasti oltre l’orario in cui normalmente si rientra, lo spettacolo era talmente bello, che Alli e il capitano hanno voluto che ce lo godessimo al massimo.

A pesca nel Fiordo Eyjafjörður

Tornando verso il porto di Hauganes,ci si ferma per la pesca. Poco fuoi dal porto, Ehale Whatch Hauganes ti fornisce le lenze e ti insegna come pescare. Pescare non è mai stato il mio mestiere, sopratutto per le lunghe attese e le scarse probabilità di successo. Ma la pesca in questo caso lascia poco spazio alla noia.

whale watching pesca

Allì e il capitano, ti spiegano tutto, come sentire quando il pesce abbocca, come mettere l’amo e dove gettarlo. Si pesca senza esche vive, ma nemmeno morte, cioè senza esche animali o vegetali, lungo la lenza sono posizionati diversi ami a varie altezze e i pesci che si pescano sono enormi. Lollo si è divertito molto e ha anche avuto una pesca fruttuosa.

Whale watching islanda

il bottino della pesca

Poi il capitano e la guida si cambiano di posto e il capitano pulisce il pesce con una maestria e una velocità uniche, provocando una battaglia tra gabbiani ogni volta che butta a mare uno scarto della pulitura.

Il pesce ti viene consegnato, lo porti via e trovi modo di cuocerlo, una parte lo tiene il capitano, immagino che gli serva per Il Baccalà Bar di Hauganes, l’unico esercizion commerciale, oltre a Whale Watching Hauganes che si sia in questo paese.

Come vestirsi per l’uscita di Whale whatching

Ero partita super organizzata, tutto quello che si tecnico potevo soprapporre lo avevo. Il periodo di fine aprile, in Islanda non è certo dei più facili, avevamo preso neve tutto il giorno precedente, e quel giorno c’era acqua e vento, temperatura tra zero e due gradi.

Prima di partire per l’escursione c’è la vestizione. Da Whale Watching Hauganes hanno un capannone pieno zeppo di tutoni termici. Di tutte le misure. Alli aveva detto abbigialmento caldo, ma di non infaggottarmi come un salame, quindi niente piumino, e niente pantaloni da neve. I, però avendo già avuto l’esperienza mi sono tenuta su una mezza misura rispetto a quanto mi ero preparata. Calzamaglia da sci e pantaloni da trekking (non esistivi un po’ più pesanti, gli stessi che avevo in Kazakhstan), pile leggero e pile pesante, due scaldacollo, uno per il collo e uno in testa per le orecchie, guanti di seta e guanti da sci.

whale watching islanda

Nei piedi avevo gli scarponi da ghiacciaio, ma Lollo aveva i suoi scarponinci da trekking calzettoni tecnici da trekking non estivi, quelli un po’ più grossi.

Tutta questa roba e sopra il tutone.

Mentre ci avvicinavano all’imbocco del fiordo, l’aria era tagliente e fredda, ho dovuto infilare i guanti da sci sopra quelli di seta (che sono sottoguanti che uso da sciare: la seta mantiene la temperatura corporea). Ai piedi nessun problema nonostante il poco movimento e il pavimento bagnato da acqua gelida.

whale watching Hauganes islanda

Sicuramente nella stagione estiva il comfort è completamente diverso, quindi anche l’abbigliamento, ma io non ho avuto pre niente freddo.

L’esperienza è stata magnifica, anzi di più io ero galvanizzata e Alli pure, i compagni di viaggio russi gasati quanto me anche se meno calorosi nell’esprimerlo, il capitano è rimasto serafico per tutto il tempo.

Sono scesa da quella barca che ero emozionata come una bambina a Natale e devo proprio ringraziare Whale watching Hauganes, che ci ha fatto vedere le balene, e che ci ha permesso di rimanere in mare oltre l’orario per potercele godere al meglio.

Sono così belle, che dovesse capitarmi un’altra occasione credo che le rivedrei super volentieri.

Hai mai visto le balene? A me hanno proprio dato la sensazione di serenità, di animali bellissimi e molto pacifici, enormi e incredibili. Ti consiglio l’esperienza con tutto il cuore.




Questo post è stato scritto in collaborazione con Whale Watching Hauganes che mi ha offerto il tour  per poterlo testare. I consigli e le opinioni espresse nel post sono frutto della mia esperienza diretta fatta durante il tour

Iscriviti alla Newsletters e ricevi il codice Sconto

* campi obbligatori
Acconsenti al trattamento dei dati personali *
Scegli Maggiolina e una delle altre due opzioni