>Cap Corse: l’affascinante Corsica del Nord

Cap Corse: l’affascinante Corsica del Nord

By |2018-06-23T01:12:56+00:00 19 giugno 2018|Categories: Francia|Tags: , , , |0 Commenti

Una regione nella regione, anzi come più comunemente viene detto un’isola nell’isola. Il dito della Corsica si allunga nel mare verso la Liguria, sembra quasi rivendicare quell’appartenenza italiana che i Corsi si riconoscono. Tornanti e montagne, torri genovesi e paesini minuscoli e arroccati. Il tour on the road del Capo Corso vale quasi da solo tutto il viaggio in questa splendida isola.

Cap Corse: l’isola nell’isola

Io l’ho sempre detto che il Cap Corse è una delle zone che preferisco in Corsica. Sinceramente non è facile scegliere, ma il Cap Corse ha sicuramente qualche cosa che mi attrae in modo particolare.
Sbarcati a Bastia non è difficile attraversare la città, da sempre considerata la porta d’ingresso di Corsica, in direzione Nord per imboccare la strada tortuosa e leggermente in salita. L’isola, così famosa per il suo mare, è per la maggior parte montuosa e il “dito” Corso non fa eccezione.
L’hai osservata bene la cartina del Cap Corse? É quasi interamente occupato da una catena montuosa che arriva ad altitudini di circa 1000 metri. Nulla a confronto di altre cime che svettano al centro della Corsica, ma qui sul Cap Corse sembrano molto più alte, molto più aspre di quello che in realtà sono.
Il Cap Corse ha due facce, due modi di essere selvaggio che differenziano la costa est da quella ovest.
La costa est è quella più bassa, quella che “gira” a filo del mare, quella riparata dai terribili venti occidentali come il Maestrale, quella più popolata e abitata proprio per il disagio e le difficoltà che il vento procura. La parte ovest è quella più selvaggia, spazzata da terrificanti venti, con coste alte e rocciose, incorniciate da un verde surreale che si buttano a picco nel mare, la zona più scenografica.
La strada litoranea percorre tutta la costa in susseguirsi di curve e scorci, panorami e calette , torri genovesi e paesini arroccati sulle scogliere dove, a volte, le case sono abbarbicate in improbabili incastri di muri di pietre e stradine lastricate che sfociano dirette dentro il mare. Dentro il mare: è non è una figura retorica.
Proprio dentro.
Erbalunga vicoli

Erbalunga

Nella mio primo tour del Cap Corse Erbalunga l’avevo saltata, guidata dall’idea che il mio viaggio dovesse essere dominato dalle spiagge della Corsica del Nord.

Avevo saltato a piedi pari Erbalunga senza rimpianti: bello, superbo lo scorcio che si ha del paese mentre si imboccano le ultime curve prima di oltrepassare il cartello che indica l’inizio del paese.

Dalla strada, un parcheggio sulla sinistra e un muro sulla destra non mi avevano incuriosito sul dietro le quinte.

La mia destinazione era Macinaggio, luogo remoto ma dotato di campeggio.

Erbalunga invece sembra la sorpresa di Pasqua: se non scarti l’uovo, se non lo apri, ti perdi qualche cosa.

Cap Corse Erbalunga vicoli

Il Paese è piccolissimo, Sylvie, la nostra guida, ci racconta che, ora come ora, gli abitanti stabili sono circa un centinaio, anche se la tendenza è quella di chiudere le case in inverno e tornare per l’estate, quando il piccolo borgo di anima di manifestazione e di turisti che prima di me l’hanno scoperto.

Erbalunga sul mare

Erbalunga è un nido.
Ispirante.
È stato scelto da pittori ed artisti come “buen retiro” per la posizione, per il mare bello, verde e cristallino che sembra davvero insinuarsi fra le ordinate e ristrutturare stradine.
Questo borgo è anche famoso per essere il luogo di origine della famiglia di Paul Valery: poeta e filosofo, nato alla fine dell’Ottocento, che ha avuto, nel corso della seconda Guerra Mondale un ruolo artistico piuttosto particolare.
La torre genovese catalizza l’attenzione: una tra le più belle torri che si possano trovare lungo la costa, che testimonia come questa terra fosse martoriata da attacchi di pirati predatori: il borgo era anche un porto commerciale molto famoso e produttivo e per questo, in questa zona, nel sedicesimo secolo, capitava che si verificassero fino a cento incursioni piratesche in un solo anno.
Cap Corse torre genovese di Erbalunga
Erbalunga è una bomboniera davvero, ma proseguiamo in direzione Nord dove a Santa Severa “tagliamo il capo”.
Tagliare il capo è un modo di dire, da Santa Severa si può proseguire verso Macinaggio , verso il “Capo” vero e proprio, e chiudere il cerchio perfetto del dito della Corsica prima di affrontare la costa ovest, oppure dirigersi verso Luri, affrontare il passo montano e passare da un versante all’altro.
Il passo è spettacolare, la strada si inerpica con salite e tornanti circondata da rocce che sporgono, chiazze di macchia mediterranea e quel profumo di “isola del mediterraneo” che nel mese di maggio è particolarmente intenso.
Arrivare in cima al passo è come stare sulle montagne russe: il valico, lo scollinamento, è una schiena d’asino che ti fa trattenere il fiato fino alla sommità per poi farti aprire in un “ooohhh” che libera adrenalina quando la vista si apre sulle scogliere a precipizio, sul verde intenso, sul mare che riluccica al sole là in fondo.
Ci fermiamo a Ta‘ Pinu.
CaCorse Ta' PInu
Ta‘ Pinu è un piccolo agglomerato di costruzioni affacciato sul mare come se fosse in terrazza, circondata da un verde-maquìs.
Lo sguardo vola verso il “Capo”, scogliere aspre e irregolari che si tuffano nel