Bruges, cosa vedere in un weekend

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Bruges, cosa vedere in un weekend

By | 2018-01-19T10:43:47+00:00 dicembre 21st, 2017|Categories: Belgio|Tags: , |1 Commento

Bruges è una città dolce di aspetto, di profumo, di gusto e di emozioni. Ti racconto cosa vedere a Bruges, in un weekend, magari natalizio, dove l’artmosfera è completamente irreale: sembra di stare in un presepe di cioccolata.

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Bruges è piena di pasticcerie

Bruges rappresentava per me proprio un sogno, una meta da raggiungere prima che poi,  e l’occasione è arrivata con una delle innumerevoli offerte di Ryanair che offriva i voli Bologna -Bruxelles a a 30 euro per un weekend fra il ponte dell’Immacolata e il Natale. In piena atmosfera natalizia.

Come arrivare a Bruges e dove dormire.

Per arrivare a Bruges da Brusxelles, puoi decidere di prendere il treno oppure l’autobus. Le tariffe del treno erano di molto superiori rispetto a quelle dell’autobus perchè solitamente le tariffe scontate si trovano per i viaggi del solo weekend. Noi, rientrando di lunedì non potevamo usufruirne e abbiamo deciso di utilizzare il servizio autobus, prenotato da casa, di cui ti ho parlato qui.

Anche dell’hotel te ne ho già parlato, per la tariffa pagata l’hotel aveva un ottimo rapporto qualità prezzo, e una posizione invidiabile, sopra la stazione dei treni e degli autobus, tanto è che il lunedì, giorno del rientro, siamo partite molto presto, ma non abbiamo avuto disagi perchè è stato sufficiente uscire dall’hotel per salire sull’autobus.

Il viaggio in autobus è abbastanza lungo e anche se siamo partite da Bologna in mattinata, siamo arrivati a Bruges a sera, con il buio.

Dall’hotel al centro la strada è illuminata, ma è un strada ad alto scorrimento, quindi non particolaremente attraente, ma appena si arriva in prossimità del centro, il Natale ci ha avvolto completamente tra le luminarie eleganti, i “merletti” dei palazzi storici il profumo della cioccolata e le persone a spasso fra le vetrine.

Cosa vedere a Bruges

Bruges è una cittadina con un centro storico medievale quini abbastanza ridotto. I punti più famosi e i dmaggiore interesse sono raggruppatti dentro il centro storico. Non è necessario usare mezzi di trasporto o fare abbonamenti: Per vedere Bruges, bisogna camminare e basta.

Bruges ha un centro medievale che definire galattico è poco, architetture che ti fanno sentire come dentro una favola, palazzi ricamati, merletti e facciate di costruzioni che sembrano disegnate  e con le lucine natalizie sembra proprio di stare nel presepe. Forse non è un caso che il centro storico, perfettamente conservato,  sia Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Le Fiandre, la regione del Belgio, in cui si trova Bruges, è stata la patria della pittura fiamminga, e proprio Bruges, come anche Bruxelles sono state il punto di riferimento per i maggiori artisti esponenti di questo genere pittorico: il Groeninge Museum ospita una collezione d’arte Fiamminga notevole

Noi però abbiamo dovuto fare una scelta: avendo a disposizione solo un giorno pieno e qualche ora del sabato sera (troppo tardi per vedere musei) abbiamo tralasciato tutta la parte “artistica” dedicandoci alla città. che di suo artistica lo è molto anche senza vedere i quadri.

Place Markt, la piazza del mercato di Bruges

La Piazza del Mercato è il cuore di Bruges. È banale defionirla una cartolina, eppure è così. Non posso dire che sembra di stare in quadro fiammingo, perchè i quadri fimminghi sono piuttosto bui, mentre Place Markt è ampia e spaziosa e di sera, nnel periodo natalizio, con tutte le lucine è decisamente molto luminosa e suggestiva.

I palazzi che si affacciano sulla piazza hanno tutti la stessa caratteristica, hanno un’architettura tipica del medioevo del Nord Europa, dove le facciate dei palazzi sembrano decorate da merletti di pizzo. Forse non è un caso, visto che anche il pizzo Fiammingo è un prodotto artigianale tipico della Fiandre.

La tipica architettura di Bruges, è anche la tipica architettura delle città che facevano parte della lega anseatica, una corporazione commerciale medievale tipica dei Paesi del Nord Europa e del Mar Baltico, che serviva per aiutare e promuovere i commerci con le città straniere. Un fenomeno che divenne una sorta di “cartello”, un monopolio, e che fece arricchire commercianti e città che facevano parte dell’associazione.

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Bruges di sera, dalla torre campanaria, nel periodo natalizio, sembra un presepe

Place Markt rappresenta in pieno l’architettura tipica della Lega Anseatica e in particolare i palazzi che si trovano dalla parte opposta del Belfort, la torre campanaria, che erano le sedi delle varie corporazioni, ad esempio quella dei pescivendoli.

Place Markt a Natale

La piazza stupenda nornalmente, nel periodo natalizio diventa  proprio quel presepe che dicevo all’inizio: le facciate dei palazzi vengono ridisegnate con le lucine natalizia, che quando cala la sera, si accendono disegnando le sagome delle finestre, delle porte e dei classici gradoni che decorano i tetti, che io rassomiglio ai merletti fiamminghi.

Nel centro della Piazza una pista di pattinaggio sul ghiaccio e melodie natalizie ti stampano in faccia un sorriso ebete e lietezza nell’animo: insomma, ti senti felice e immerso nella bellezza.

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Marktplatz, la piazza principale di Bruges

I mercatini di Natale di Place Markt

Essando periodo di feste, anche in questa piazza non possono mancare i Mercatini di Natale, che sono un pochino diversi da quelli che siamo abituti a vedere nelle nostre città perchè sono mercatini prevalentemente gastronomici. Forse meglio “colesterolici”. I cibi che vengono venduti sono tutti comfort food adatti alla stagione: patatine fritte, salsicce, gauffre piene di cioccolata e panna, frittelle di mele.

Il fritto imperversa ovunque, come anche il cioccolato, o la cioccolata, che è un prodotto famoso e tipico del Belgio. Non puoi non accorgertene, le cioccolaterie sono i tipo di negozio più diffuso in tutto il centro storico.

Baracchine di prodotti artigianali e manufatti non ce ne sono molti: in qualche cappannina si vendono maglioni buffi natalizi, che ho visto acquistare in serie e indossare subito da parte di tutta la famiglia, e qualche cappanina vende guanti, cappelli e calzettoni di lana e pelo. Perfettamente a tema con il periodo

Il mercatino di Natale di Place Simon Stevin

Provendendo dalla Stazione dei treni e degli autobus, visto che il nostro hotel era proprio lì sopra, siamo entrati nel centro storico passando di fronte alla sala dei concerti e imboccando ZuidzandStraat per proseguire fino a Place Markt. A metà del percorso abbiamo incontrato un altro mercatino di Natale, improntato al gastronomico tipicoe non abbiamo resistito ad assaggiare le famose patatine belghe e le frittelle di mele. Credo di aver mangiato le patatine più “ciccione”, perfettamente cotte, croccantissime fuori e mordidissme dentro che io abbia mai assaggiato, meglio ancora delle patatine di Amsterdam che per lungo tempo hanno mantenuto il podio delle mie preferite.

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Uno dei mercatini di Bruges

Le frittelle di mele erano altrettando “ciccione” e perfette, spolverate di zucchero a velo, e ustionanti perchè le cuociono solo in base agli scontrini che fanno, ma c’era la fila, quindi la cottura di patate e mele era praticamente una catena di montaggio.

La pastella che circonda le mele è piena e soffice come se fosse una pasta fritta. Buonissime.

Il mercatino artigianale del Breffoi

Un mercatino artigianale c’è. In realtà non ho capito se si tratta più di un mercatino degli hobbisti o più di una cosa di beneficienza. Comunque è un mercatino dove non vengono venduti prodotti aliemntari, ma manufatti, alcuni artigianlali altri meno.

Il Breffoi, o Belfor a seconda che lo si dica in Nederlandese è il simbolo di Bruges, ed è il mercato coperto dove nel medioevo si svolgevano gli scambi commerciali. La famosa torre Campanaria che lo sovrasta è una torre civica

Belfort, Breffoi, Torre Civica di Bruges, Il simbolo della città

La torre civica ammutolisce, per la bellezza e per l’imponenza. E se ti guardi intorno, mentre sei in Place Markt, non puoi non immaginare che cosa possa essere la vista dall’alto della torre.

Ecco fra le cose che abbiamo deciso di vedere a Bruges, oltre al passeggio, è stato il panorma dalla cima del Belfort. Attenzione, come lo abbiamo deciso noi, lo decidono anche altre migliaia di persone quindi è facile trovare la fila alla cassa prima e per salire poi. Come tutte le torri medievali, la salita si effettua tramite una scala non troppo ampia, dove anche l’incrocio di sole due persone può essere problematico. Il posto in cima non è moltissimo, quindi gli ingressi vengono filtrati e bloccati: man mano che una persona esce, ne può salire un’altra. Anche per questa ragione si forma la fila.

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Belfort, il simbolo di Bruges, la torre civica della città

Noi siamo state lungimiranti e abbiamo stabilito a tavolino quando salire sulla torre, e abbiamo deciso che un’ora prima della chiusura sarebbe stato il nostro momento. effettivamente abbiamo avuto ragione. il pubblico preferisce salire durante il giorno per godere della vista, ma nel periodi di Natale, con la città vestita di lucine, il panorama è increbidile.

fare le foto non è semplice perchè per motivi di sicurezza, le aperture della torre sono schermate da reti di protezione, ma con un po’ di fantasia si riesce a ritrarre uno dei più bei panorami natalizi che abbia mai visto. Da lassù, con le luci, e gli edifici delle corporazioni tutti addobbati, l’effetto presepe di cui parlavo prima è decisamente il top.

Il carillon del Belfort

In cima alla torre Campanaria, ci sono le campane ma anche un carillon gigante. Il carillon aziona le campane che ogni quindici minuti suonano. Ecco essere in cima quando si aziona il carillon può essere un tantino stordente, ma abbiamo capito che la Torre Campanaria con il suo Carillon e il frastuono delle campane direttamente nelle orecchie è un luogo molto romatico.

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Il gigantesco carillon del Belfort

Mentre aspettavamo il concerto, facendo foto a raffica sulla Place Markt illuminata ai nostri piedi, divicendoci lo spazio con altri turisti presenti abbiamo assistito alla propota di matrimonio con tanto di anello e fidanzato in ginocchio che è culminata in un super bacio da film, proprio quando sono scattate le campane. Che emozione!

Il Burg, un’altra piazza di Bruges

Il Burg è un’altra piazza importante di Bruges. È uno dei nuclei più antichi della città, la Piazza dove affaccia il municipio, quella un po’ meno appariscente rispetto alle altre zone della città

VisMarkt: uno dei miei posti preferiti a Bruges

Sicuramente il Burg è stato, nel nostro girellare per Bruges, la porta di accesso a quello che ho decretato essere uno dei miei posti preferiti a Bruges: il Vismarkt. Il VisMarkt è l’antico mercato del pesce. i banchi di pietra, dal 1821, al mattino ospitatono il vero e proprio mercato del pesce. Al ppomeriggio lasciano il posto agli artisti di strada, che si concretizzano in pittori, disegnatori e venditori di oggetti in ceramica.

Pittori e disegnatori hanno rapito la mia attenzione e fortunamente ho potuto acquistare subito il tipo di souvenir che compreo in ogni città: un dipinto, un acquerello, un olio, una tela da appendere in casa.

Il VisMarkt è circondato da molti palazzi storici dove hanno sede molti ristoranti.

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Il mercato del pesce, VisMarkt, che al pomeriggio diventa mercatino degli artisti

Il ponte di Bonifacio

Io non conoscevo l’esistenza di questo ponte che non è solo un ponte, è tutta un’oasi di pace. Un angolino fermo nel tempo dietro la Chiesa di Nostra Signora o Notre dame, o Onze-Lieve-Vrouwekerk in nederlandese. La chiesa con una torre campanaria che già di per sè, fa la sua splendida figura conserva la Madonna con il bambino di Michelagelo.

Noi non l’abbiamo vista, perchè ci siamo lasciate ltravolgere dall’atmosfera che si respira nel giradino dietro alla chiesa, fra i canali e sul Ponte di Bonifacio che regala angoli perfettamente fotografabili di anitche case di legno affacciate  sui canali navigabili.

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Le vecchie case di legno dietro a Notre Dame

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Il Ponte Bonifacio

Un angolo incantato davvero che abbiamo trovato per caso seguendo le indicazioni che ci ha dato un gentile signore mentre stavamo cercando il Begijnhof, la casa delle beghine, e il Minnewater, il lago degli innamorati. Il Ponte di Bonifacio è un piccolo ponte a dorso d’asino non troppo antico, è del 1910, ma la zona è incantevole.

St. John’s Hospital

Ecco un’altra tappa trovata per caso, uscendo dall’oasi del Ponte di Bonifacio, gironzolando senza meta fra le strade incorniciate da palazzi in mattoni rossi e marroni, piene di negozi di cioccolato e pasticcerie. Al St. John Hospital c’eravamo solo noi. Il complesso ospedaliero è il più grande e il meglio conservato d’Europa, risola al periodo del Medioevo, a metà de 1100 con la prima sala dei malati completata nel 1200. L’Ospedale è stato in funzione fino al 1977 ed ora è stato trasformato in un museo.

L’interno non l’abbiamo visto, ci siamo beate del giardinetto dove c’eravamo solo noi. Per l’interno non avevamo tempo, ma quante cose ci sono da vedere a Bruges?

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Il giardino del complesso ospedaliero medievale St. John

Begijnhof e Minnewater

E finalmente siamo arrivate alla destinazione che stavamo cercando e da cui ci siamo, fortunamente, distratte mentre ervamo in cerca. Il Begijnhoh e il Minnewater. Il Begijnhof è la casa delle Beghine. Un’istituzione abbastanza tipica di questa zona che avevamo ritrovato ad anche ad Amsterdam. Ma chi sono le beghine? Le beghine sono “suore laiche” donne pie e religiose, che però non pronunciavano i voti.

Si pensa che il movimento sia nato a causa delle guerre che provocavano una sproporzione nella composizione demografica della popolazione. Le donne rimanevano sole e cercavano aiuto nei conventi, dove le regole erano molto rigide. Per questa ragione nacquerò i Beghinaggi, per accogliere le donne pie, religiose, che generalmente ricevevano aiuto da benefattori.

Il Minnewater è il laghetto degli innamorati.

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Minnewater il lago degli innamorati

Ehm, l’impressione è stata un pochino controversa. Il laghetto degli innamorati è pieno di “romanticissimi” cigni. Beh, quale sarebbe il problema? Sulla recinzione bassa del laghetto ci sono cartelli che vietano il contatto con i cigni per motivi di sicurezza.  😆

Ebbene sì questi pennuti così eleganti e romantici, sono violenti e capricciosi ed è meglio stare alla larga per non incorrere in incidenti.

Abbiamo avuto assaggio di una gara di volo randente sull’acqua di un gruppo di cigni molto “determinati” che sibilavano in modo minaccioso mentre si contendevano la testa della gara.

A parte gli scherzi, ma con la dovuta attenzione a non avvicinarsi troppo ai cigni, l’ambiente intorno si merita il riconoscimento di romantico

Cosa fare a Bruges

Noi abbiamo avuto a disposizione un giorno e mezzo per visitare questa città delle Fiandre. Ma ti posso dire che sono decisamente pochi, avremmo voluto fare molto di più di quello che abbiamo fatto e vedere molto di più di quello che abbiamo potuto vedere.

A Bruges ci sono tantissime cioccolaterie, tante pasticcerie, tanti ristorantini trendy, e negozi shabby chic, che a voler proprio lustrarsi gli occhi non bastano nemmeno due giorni interi e poi ci sono i musei.

Ci sono musei “classici” che espongono opere d’arte e musei più particolari che mettono in mostra le tipicità del Belgio.

Andiamo per ordine

I musei degli artisti Fiamminghi

Il movimento Fiammingo è tipico delle Fiandre, del Belgio, dell’Olanda, insomma è proprio tipico di questa isola di Nord Europa. A Bruges ci sono musei di artisti Fiamminghi quasi in ogni palazzo. Pur essendo uno dei movimenti che preferisco tra i pittorici, non sono riuscita ad andare a vederne nemmeno uno. L’ho già detto purtroppo sembra che la cittadina sia piccola e visitabile in pochissimo tempo, mentre in realtà le cose da fare e vedere a Bruges sono tantissime.

Il Museo del cioccolato

Tra i musei meno convenzionali da visitare ci sono il museo della Birra, il museo delle patatine fritte, che qui sono quasi una religione, e il museo del Cioccolato. Sono stata tanto combattuta su quale museo scegliere, ero davvero indecisa tra le patatine e il cioccolato, anche perchè ero davvero curiosa di vedere come fosse costruito un museo incentrato sulle patatine.

Abbiamo scelto il cioccolato e diciamo che la visita è stata molto molto dolce.

All’ingresso, mentre stai pagando il biglietto (info su orari e prezzi di ingresso li trovi sul loro sito), una bella ciotola di pastiglie di cioccolato bianco ti distraggono mentre strisci la carta di credito. Con il biglietto di viene consegnata anche una bella tavoletta di cioccolato come regalino di benvenuto, e nel frattempo puoi continuare  a riempirti le tasche delle pastiglie di cioccolato bianco  😆

Il percorso è incentrato sulla produzione e lavorazione delle fave del cacao, campi, coltivazioni, e sulla storia che lega il cioccolato al Belgio che climaticamente non è proprio il lugo ideale per far crescere il cacao.

La lungimiranza di un imprenditore ha fatto in modo che il cioccolato diventasse una specialità belga e la passione per il prodotto ha fatto in modo che in Belgio potessero fiorire maestri cioccolatieri di altissimo livello.

I passaggi delle varie aree del museo danno un panorma piuttosto ampio di tutta la filiera del cioccolato, compreso anche una sala con tutti gli insettini che possono essere nocivi per le piante del cacao. La filiera ovviamente non può che terminare in una dimostrazione di come si lavora il cioccolato e la realizzazione di cioccolatini proprio davanti ai nostri occhi.

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Il maestro cioccolatiere del museo del cioccolato che ci fa vedere come si realizzano le praline di cioccolato

Il temperaggio che viene fatto in laboratorio è ovviamente perfetto, visto che viene fatto con macchine che consentono di  controllare perfettamente la temperatura, ma soprattutto gli stampi con il cioccolato vengono raffreddati in frigorifero, andando contro a quelle che sono le regole di lavorazione del cioccolato che non prevede il raffreddamenteo in frigorifero per evitare l’affioramento del burro di cacao. Ovviamente siamo in un laboratorio di produzione in serie, fatta a mano, ma in serie, e quindi anche i frigoriferi sono a condizioni climatiche super controllate per fare in modo che i cioccolatini escano dagli stampi in modo perfetto e lucidissimi, senza macchie di burro di cacao.

Che lingua parlano a Bruges (e in Belgio)

Una curiosità, facendo in autobus il tragitto da Charleroi a Bruges, guardando dal finestrino ho cercato di leggere tutti i cartelli, per passarmi il tempo e cercare di capire il tragitto, oltre che per vedere un po’ di terra belga. Mi sono accorta di non riuscire a interpretare i cartelli. Non mi ero informata, è vero, ma la convinzione era che in Belgio si parlasse francese.

Non è che io sappia il francese benissimo, ma l’ho studiato due anni, e qualche parola la capisco, anche solo per assonanza, eppure delle indicazioni stradali e delle isnegne dei negozi non capivo proprio nulla.

Ho imparato in loco, che a Bruges, ma in Belgio in generale, le lingue ufficiali sono due e mentre io pensavo al francese, in realtà la prima lingua è il Nederlandese, l’olandese, quindi lingua germanica. Ho anche imparato che il fiammingo è un dialetto, ma gli abitanti di Bruges parlano Olandese, Francese, Fiammingo e inglese, indifferentemente, come io parlo (solo) l’italiano  😆

Ah già, in tutte queste cose, abbiamo anche mangiato e bevuto, ma te lo racconto a parte.

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Travel blogger appassionata di food, meglio ancora street food. Viaggiatrice on the road a più non posso con il letto sopra il tetto. Web writer, web content, Social Media Specialist, SEO learner Ah... ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

Un commento

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