Isole Maldive: gli abitanti di Vashafaru

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Isole Maldive: gli abitanti di Vashafaru

Isole Maldive: quando sono partita gli amici mi hanno chiesto: “ma tu cosa vai a fare?”. Conoscendomi e conoscendo il mio modo di viaggiare, le vacanze alle Maldive non sembrano il mio genere di viaggio. Ma stare su un’isola dei pescatori, è molto di più rispetto al bel mare, alle palme e allo snorkelling fra migliaia di pesci: s’ incontra il popolo maldiviano

Le isole Maldive sono isole in mezzo all’Oceano Indiano. Un arcipelago di poco più di un migliaio di isolette raggruppate in Atolli, che formano uno degli stati più piccoli al mondo. Della sua piccola estensionesolo una piccolissima parte rappresenta la superificie emersa

Le isole Maldive sono diventate indipendenti nell’ultimo secolo, dopo essere state governate dalle potenze mondiali. Hanno avuto una storia politica un pochino travagliata di cui nessuno mai parla perchè quello che salta all’occhio di queste splendide isole dell’Oceano Indiano sono l’immagine paradisiaca e i colori particolarmente intensi, vivaci, e con sfumature come mai ne ho viste in altri posti.

Penso anche che il fatto di essere divisi in piccole comunità su isole li abbia portati a non aver mai avuto la possibilità di farsi sentire a livello internazionale, ma queste sono proprio opinioni tutte mie

Maldive in resort e Maldive in Guest House

Non sono mai stata in un resort alle Maldive, ma sono stata in resort in altri posti. Conosco benissimo il tipo di vacanza e di vita che si svolge dentro un resort: mi piace, a piccole, dosi, se posso preferisco fare altro e spesso anche per una questione economica non me lo posso proprio permettere.

Dalla mia esperienza nei resort all’esperienza fatta alle Maldive in guest house c’è la differenza del contatto umano con la popolazione locale.

Alcuni dei resort che ho frequentato erano davvero immersi nel nulla. Ricordo un viaggio in resort a Marsa Alam, in Egitto, uno dei primi resort costruiti in quella località, dentro avevi tutto quello che occoreva ma fuori c’era il nulla più assoluto, il deserto del Sahara più deserto che mai, a parte un piccolo quartiere di palazzine dove alloggiavano i dipendenti del resort stesso.

Anche i resort delle Maldive sono immersi nel nulla, probabilmente posizionati nelle isole più belle, con al barriera corallina più stupefacente, con l’acqua più limpida e le palme più verdi e più alte rispetto ad altre isole, ma dove ci sono i resort, spesso, ci sono solo i resort e la vita perfetta che li accompagna.

Io non mi accontento dei resort, oltre che non potermi proprio permettere quelli delle Maldive, non mi accontento perchè ho bisogno di conoscere e toccare le abitudini diverse, ho bisogno di mettermi in relazione con la gente, ho bisogno di capire, o almeno di provare a costruirmi la mia opinione, ho bisogno di incontrare persone nel loro ambiente naturale, osservarle e fare domande

Guest House: la mia esperienza umana sull’isola di Vashafaru 

L’Isola di Vashafaru è una piccola isola di circa 2,5 chilometri di lunghezza per circa 500 metri di larghezza. In alcuni punti dove la visuale è completamente libera da costruzioni e palme, da un lato all’altro dell’isola puoi vedere il mare. Dal lato lungo non puoi vedere gli estremi, ma semplicemente perchè l’isola ha la forma di sorriso, o spicchio di luna, ed è piena di palme  🙂 .

L’isola ha il suo porto, ovviamente, rimesso a nuovo di recente, mentre dalla parte opposta dell’isola c’è ancora il vecchio pontile dove attraccavano le barche.

L’isola è abitata, c’è una comunità di Maldiviani che in misura molto variabile è di circa 900-300 abitanti. Le case sono basse, tipiche dell’architettura isolana e concentrate tutte nel centro dell’isola, le lingue di sabbia agli estremi dell’isola sono zone periferiche e adibite ad altre funzioni, come ad esempio l’allevamento delle capre e la discarica.

Generalmente le guest house, sono abitazioni maldiviane che sono state sistemate per poter ospitare i turisti. A Vashafaru, c’è c’era un’unica guest house (ora forse sono due) e quindi il movimento turistico non è così intenso. Quando siamo andati noi la guest house era piena ed eravamo 4 coppie, quindi 8 persone straniere in tutto sull’isola.

I maldiviani di questa isola forse non sono ancora abituati a vedere tantissimi turisti, e sono curiosi ma allo stesso tempo timidi.

Alcuni ti avvicinano e fanno domande, altri invece ti guardano da lontano e ti sorridono.

Ho chiesto ad alcune persone il permesso di fare foto e me lo hanno concesso, ridendo e coprendosi la faccia, con una gesto che io ho inteso come di pudore.

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La quotidianità sull’isola di Vashafaru 

Il nostro primo pomeriggio sull’Isola lo abbiamo passato nella spiaggia privata della Ghest House, il colore del mare è magnetico, la sabbia abbagliante, le palme rigogliose e piene di cocchi, come nella migliore immagine da cartolina delle Maldive. Il giorno successivo in attesa di altri ospiti in arrivo e con la voglia di riempire la mia curiosità, l’ho passato gironzolando per le vie del Paese.

La prima cosa che salta mi è saltata all’occhio è che le donne sono in misura maggiore rispetto agli uomini, ma Paola, che gestisce la Lagoon of Vashafaru, mi ha confermato che molti abitanti dell’isola lavorano fuori, magari nei resort delle isole vicine, in altri atolli, oppure sulle barche da pesca o sulle navi che fanno la spola fra la capitale e le isole per portare i vivere e i generi alimentari e non.

L’altra cosa che salta all’occhio è che chi vive su quest’isola abbia davvero poco da fare.

Qualcuno va a pescare, qualcuno lavora al generatore, qualcuno gestisce uno dei tre negozi dell’isola e qualcuno gestisce il bar, ma la maggior parte delle persone che vivono su questa isola non ha assolutamente niente da fare e passa il tempo scandito dai richiami del muezzin da una delle tre moschee che sono presenti sull’isola.

Questa cosa mi sembra incredibile, poter vivere senza aver nulla da fare nel nostro secolo mi sembra una cosa fuori dal normale, fuori dal tempo, fuori dagli schemi e fuori dalle convenzioni.

Per me, per noi, abituati alla nostra vita in corsa, il pensiero del nulla spaventa.

Non è una questione di avere tempo libero per seguire le proprie passioni o per fare quello che piace, è proprio il nulla, perchè non c’è molto da fare su un’isola così piccola,

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Le case dei maldiviani 

Le case dei maldiviani sono molto semplici, generalmente sono basse, con l’ingresso che entra sul soggiorno e intorno le camere. La cucina spesso è fuori. Nella stessa casa abitano più nuclei famigliari: i genitori, i figli con le mogli e i mariti e i proprio figli. Ogni casa è una piccola comunità riunita intorno al soggiorno che non offre grandi comodità: ho cercato di sbirciare dentro alle case, ma l’arredo è molto più che essenziale, qualcuno ha il divano, qualcuno ha solo qualche sedia, ma in tutte le case TVe parabole sono presenti.

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Tv e parabole

Camminando per il paese capita che qualcuno ti si avvicini: ti chiedono da dove vieni, e se ti piace l’isola. Alcuni parlano inglese, con una pronuncia molto strana, ma in linea di massima ci si capisce. Mentre cammini per il paese, li vedi mentre sono intenti nelle loro attività quotidiane, come quella di raccogliere e spaccare i cocchi oppure pulire le strade di sabbia con le foglie di palma.

I bambini ti salutano curiosi e sorridenti.

Mi sono chiesta se questa vita possa loro bastare, forse sì. Inizialmente pensavo che vivendo in una sorta di isolamento le prospettive non possono essere molte. Se non conosci, non puoi desiderare altro, forse non conosci nemmeno l’esistenza di altro. Eppure tutte le case hanno le parabole, tutte le case hanno grandi televisori. I televisori sono il loro collegamento con il resto del mondo. La finestra aperta sul panorama fuori dalla loro isola.

Ogni casa ha una bella e grande televisione, ogni maldiviano segue il telegiornale, programmi musicali, intrattenimento e film. Loro sanno che esiste una vita diversa dalla loro fuori dai pochi chilometri quadrati dell’isola di Vashafaru.

Ma sognaneranno di andare via o sono contenti di quella vita?

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Momenti di aggregazione a Vashafaru

I momenti di socialità e di aggregazione sono diversi e sono caratteristici di una vita semplice e tranquilla. Le giornate sono scandite dai momenti di preghiera: tutta l’isola si ferma e va a pregare nella moschea.

Il venerdì, che nella religione mussulmana è l’quivalente della nostra domenica, sul porto le mamme fanno le vasche, i bambini giocano insieme e la gente s’incontra per chiacchierare.

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Anche i negozi sono luoghi di aggregazione. Uno dei negozi dell’isola ha una televisione incastrata nella vetrina che dall’esterno è possibile vedere “sdraiandosi” sulle loto ripiche poltrone fatte di ferro e corda.

Fuori dalla Guest house c’è un altro negozio con le tipiche sedute dove specialmente alla sera si raduna qualche persona per scambiare qualche chiacchiera anche con noi che uscendo dalla porta ci siamo trovati a far parte dell’allegra compagnia che ci ha anche offerto le mini banane.

La sala giochi, con la immancabile televisione e i biliardini per i ragazzi giovani e poi il porto che è l’ingresso alla vita dell’isola ma anche l’arrivo dei turisti, il ritorno dei pescatori che puliscono il pesce direttamente al porto e poi lo distribuiscono, dove fanno scalo le grosse barche da pesca che stanno in mare giorni e giorni, per i rifornimenti, e dove arriano le provviste tramite la nave che da Male sale fino a questa Isola facendo la spola fra le isole in mezzo per portare i rifornimenti ai negozi e agli abitanti. Una nave che arriva una volta alla settimana e che credo che rappresenti un po’ una boccata di aria fresca, per quelli come noi, una consuetudine che, se arriva in ritardo non procura grossi problemi, per loro che vivono di questa quotidianità.

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La vita semplice delle Isole Maldive

La vita è semplice, tranquilla, con pochi scossoni. Il venerdì è facile vedere i ragazzi, maschi, che fanno il bagno nel mare, mentre le ragazze, lo fanno il sabato ma vestite. Il venerdì che è giorno di festa è facile vedere le donne sedute in all’inizio della spiaggia, sotto le palme, a chiacchierare, e qualche volte le ragazzine vengono in spiaggia per pescare.

Dispongono di un paradiso sotto i loro piedi, eppure sembra che non siano interessati a goderne più di tanto. Forse l’abitudine fa diventare indifferenti alla bellezza? Forse è per questo che chi non è abituato apprezza davvero così tanto questi panorami e quei colori?

In quanti sarebbero in grado di vivere quella vita così esageratemente tranquilla? Certo da turista apprezzo i colori, il mare bellissimo, e palme, il folclore del paese visto per una settimana, ma obiettivamente potrei vivere con tutta quella tranquillità?

Non credo che potrei farcela, ma ammiro loro che con semplicità riesco a godere di cose e attività che nella maggiore parte dei casi e per la maggior parte delle persone possono essere considerate banali e “povere”.

Che belle Isole Maldive che ho trovato!

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By | 2017-01-08T22:05:32+00:00 gennaio 10th, 2017|Maldive|0 Commenti

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Travel blogger appassionata di food, meglio ancora street food. Viaggiatrice on the road a più non posso con il letto sopra il tetto. Web writer, web content, Social Media Specialist, SEO learner Ah... ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

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