Il compleanno della Topo: gli inviti

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Il compleanno della Topo: gli inviti

By | 2015-07-15T22:25:18+00:00 novembre 25th, 2012|Categories: Diy|0 Commenti
E visto che il compleanno è passato, sveliamo uno a uno i misteri nascosti negli indovinelli dei giorni scorsi qui sul blog e anche sulla fanpage di Facebook.
Quest’anno non ho voluto con tutte le mie forze fare un pigiama party… l’anno scorso era stato più delirio dell’anno prima e non volevo ripetere l’esperienza, quindi dall’anno scorso avevo già comunicato a mia figlia che il compleanno successivo, se fosse stato festeggiato si sarebbe festeggiato in pizzeria… una pizza, distruggono il locale e poi ognuno a casa sua… Bello!!!!
Sembra quasi che stia parlando di una tribù di barbari…… ebbene si!!!! Bambine decenni l’anno scorso… bambine undicenni quest’anno…. ma una tribù di “barbare”!!!!! Sisssi si va in locale pubblico!!! Posso avere possibilità che le “barbare” si civilizzino!!!!!
Quindi… cerchiamo un locale… però… un locale carino… ecco… c’è un nuovo locale… fa parte di una catena che credo sia nata in quel di Forlimpopoli e che comunque, potrebbe essere interessante per le mie “barbare”.
America Graffiti… Hamburger, tex Mex e T-Bone steak, è il mio posto!
America Graffiti è un locale in stile anni 50…. e quindi?!?!?!?! Certo la Festa sarà “intonata” al locale… festa anni ’50!
Parto “dall’articolo iniziale” che non è stato oggetto di indovinello… ma c’era… cosa serve tra le prime cose per una festa di compleanno?
L’invito… eccolo qua:
inviti

Non a caso è stato scelto questo modello di borsina…

E adesso vi acculturo con un pò di storia della moda:
Questa è la riproduzione in carta della borsa Kelly di Hermès, è una delle borse più famose di tutti i tempi, forse si contende il primato con la Birkin, sicuramente una delle pochissime borse che può essere chiamata per nome. Possedere una Kelly, significa toccare con mano un mito e possedere un piccolo pezzo della storia della moda.
Inizialmente, la maison Hermès nasce come selleria, fondata nel 1837 da Thierry Hermès. L’invenzione e i progressi dell’automobile spingono Emile, nipote di Thierry, a orientarsi verso la creazione di accessori in cuoio. La sua idea: essere chic in auto. E quindi nasce il primo modello di borse Hermès.
Si tratta di una borsa semplice, senza fronzoli, concepita per essere sistemata nella portiera di una macchina, disegnata da Emile e Ettore Bugatti e destinata a sua moglie Julie.
La Bugatti nasce da questa collaborazione nel 1923.
La capostipite della collezione di borse Hermès ispirerà la futura Kelly, ma il famoso “sac haut à courroie” (borsa da sella) diventata famosa solo in seguito.
Disegnata da Robert Dumas negli anni ’30, inizialmente questa borsa era chiamata “sac à courroie pour dames“, quindi borsa da sella per signore.
Questa borsa “passe partout” e priva di fronzoli è perfetta per i viaggi… D’altronde, la prima versione è rivestita in marocchino, come un bagaglio da viaggio, ed è provvista di una serratura per chiuderla a chiave.
Gli inizi, quindi, non sono particolarmente lussuosi per questa borsa destinata a diventare un classico del lusso senza tempo.
Bisognerà aspettare una principessa e una foto pubblicata dalla rivista americana Life, nel 1958, per veder cambiare la sorte della Kelly.
Si racconta che Grace Kelly, la principessa di Monaco, cercasse di nascondere la rotondità della sua gravidanza dietro questo grande modello di borsa Hermès. Quello che non si dice, però, è che la principessa ne avesse ordinate una mezza dozzina, in pelle nera, color miele, marrone, rosso Hermès, verde scuro… La foto pubblicata su Life, ebbe un impatto enorme. Tutte le donne più chic iniziarono la corsa a questo modello,che fu ribatezzato, appunto, Kelly in onore della bella principessa americana. La borsa però venne chiamata ufficialmente Kelly solamente 21 anni dopo.

Quindi??? Festa anni ’50, quale simbolo migliore se non la borsa simbolo di una parte di quegli anni, bella, elegante e regale come la principessa Grace?
Con il modellino di carta stampato è stato un attimo…
Con Gimp (di necessità virtù… non ho Photoshop!) ho modificato i disegni e le scritte e poi tagliato e incollato et voilà! Ecco l’invito completo davanti e dietro con i bigliettini dentro:
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L’invito è il sunto di un sacco di caratteristiche degli anni ’50: pois,  Marylin Monroe, Il font della Coca Cola, il font di Happy Days, le note musicali, la Pin Up in lambretta e il nome dell’invitata dentro un’insegna della Coca Cola…
Non sono carini?
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Ah… ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

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