Expo 2015: Il padiglione del Kazakhstan

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Expo 2015: Il padiglione del Kazakhstan

Planisferi, mappamondi, atlanti e cartine a casa nostra ci sono sempre stati. Stanno lì appesi al muro, sulle scrivanie, in fila nelle librerie. Pronti per raccogliere l’occhiata veloce mentre passi da una stanza all’altra, mentre fai altre 50 cose e intanto pensi dove potresti andare alla prossima occasione.

Sono sicura che, come è sempre accaduto a me, l’occhio schiva quella parte di mondo, quella sulla cui testa, pesa la gigantesca Russia, quella protesa verso la Cina, che si bacia con la Mongolia, che fa da cappello ad un insieme di stati più piccoli che finiscono tutti con la desinenza “STAN”, che facevano parte dell’Unione Sovietica: il [ilink url=”https://www.facebook.com/KazakhstanPavilionExpo2015?fref=ts”]Kazakhstan[/ilink] .

kazakhstan esternoMi piace pronunciarlo, mi piace il suono, mi sembra imperioso. All’Expo il Kazakhstan si è presentato in modo imperioso. La sua struttura metallizzata e luccicante, spicca su altri Padiglioni, la luce si riflette sulla sua corazza e mette curiosità. In quanti possono dire di essere stati in Kazakhstan? Io non sapevo nemmeno come si chiamava la sua capitale. Sarà che il Paese è abbastanza sconosciuto, sarà quel vestito luccicante che si è messo addosso, il padiglione del Kazakhstan si è aggiudicato la palma di uno dei padiglioni maggiormente visitati, uno di quelli con le code all’ingresso più lunghe, uno di quelli che tutti vogliono andare a vedere.

Anche io volevo vederlo e ho avuto la fortuna di poterlo visitare accompagnata da una guida.

Kazakhstan, che Paese è.

Il Kazakhstan è, per grandezza il 9 paese al mondo! Un gigante che quando con gli occhi sfiori un planisfero neanche vedi.

È uno dei dieci maggiori esportatori di grano perché in quella parte di mondo, compresa la Russia, con il grano non scherzano affatto.

La fisionomia della popolazione è davvero un mix delle popolazioni confinanti, il responsabile del padiglione che mi ha fatto entrare aveva una vaga somiglianza con la razza cinese, nella forma del viso, Albina (che non so se scrive così), la nostra guida, aveva gli occhi che mi ricordano tanto quelli della razza Mongola.

Astana, capitale del Kazakhstan

Io questa Capitale non la conoscevo per niente, non l’avevo mai neanche sentita nominare, eppure è una Capitale gigantesca, vivace e dinamica. Astana nel 2017 ospiterà una esposizione internazionale, un EXPO 2017 che sarà il primo ospitato da un Paese centro Asiatico. Kazakhstan Astana

Il padiglione del Kazakhstan

Appena siamo entrati ci hanno fatto vedere il modellino di quello che sarà Expo 2017. Un modellino semplice, il tema dell’esposizione sarà l’energia, quindi il sito che ospiterà la manifestazione sarà un concentrato di strumenti e tecnologie per la produzione di forme di energia. Paradossalmente abbiamo chiesto al gentile, serio e professionale Kazako che ci spiegava il progetto se, nella città di Astana, alcune di queste tecnologie per la produzione di energia sono già utilizzate e molto candidamente ci ha risposto di no. Kazakhstan modello expo astana 2017 Mi ha fatto simpatia, il fatto che lui stesse in mezzo a quella sala di ristorante per decantare le meraviglie di un polo tecnologicamente avanzato a livello di energia, che si stava per costruire nel suo Paese e che fino a quel momento nessuno fosse a conoscenza di nessuna di queste tecnologie. Mi ha fatto pensare che il Kazakhstan fosse un Paese in via di sviluppo, uno di quelli che un giorno di svegliano e improvvisamente balzano agli onori della cronaca per l’economia, per la scienza, per le scoperte, gli studi e anche la vivibilità delle proprie città e Paesi.

Ancora non sapevo che il Kazakhstan era il 9 Paese al mondo e che forse non si era svegliato solamente oggi.

Dopo il modellino dell’area espositiva, si entra in una grande stanza con la moquette sul pavimento, le pareti scure, una serie di sedute lungo le pareti, uno schermo gigantesco appeso in una parete e in un angolo un palchetto, due gradini e un podio di quelli che servono per far i comizi. Le porte si aprono e la gente entra nella stanza buia e nera, con una luce fioca, si siede a terra sulla moquette e dopo aver spento anche l’ultima luce bassissima, lo schermo si accende.

Di fronte al podio una giovane Kazaka, seria e impegnata racconta la storia del paese del sole, come lo chiamano loro, con le sue mani, senza proferire una sola parola.

Lo spettacolo, perché di spettacolo si tratta, ti lascia senza fiato, mentre sullo schermo appare l’ombra delle dita della giovane artista Kazakhstan artista con la sabbia che fa scorrere pagine di sole, guerrieri che sembrano mongoli, cavalli, re e condottieri in un crescendo musicale che ti avvolge e ti trascina, che ti lascia senza fiato, che ti rapisce e ti stordisce velocemente mixando figure e suoni che ti lasciano l’entusiasmo di aver partecipato ad un momento esclusivo.

Alla fine l’applauso scroscia spontaneo ed ammirato e la giovane kazaka si ritira con un inchino che di nuovo mi fa pensare alla Cina.

Da questa stanza si sale con una scala mobile al piano superiore del palazzo-padiglione. In cima alle scale ci aspetta Albina, la nostra guida, che ci illustra quello che il Kazakhstan ha pensato per essere in linea con il tema dell’Expo 2015: nutrire il pianeta.

Nutrire il pianeta: come lo fa il Kazakhstan

Il Grano è il primo prodotto che Albina ci fa notare. È un punto forte della loro economia, ma hanno anche una grande cultura del cavallo.

Cosa c’entra il cavallo con il nutrimento? Si, è vero il cavallo si mangia, ma in Kazakhstan hanno la cultura dell’animale vivo, un po’ come i mongoli, e soprattutto producono il latte di giumenta. Il latte che viene munto dalle cavalle, è un punto cardine della loro alimentazione, ma anche della loro medicina, lo usano per curare la tubercolosi, e stanno studiando le proprietà di questa bevanda da utilizzare come medicamento. È multivitaminico.  Albina ci consiglia di ingoiarlo tutto, di buttarlo giù in un solo colpo. Il latte di giumenta rilascia i suoi umori uno dietro l’altro, i sapori si svelano in sequenza senza coprirsi, e mentre l’impatto iniziale ci sembra molto forte, poi si svela il sapore bianco e acido che ricorda quello del Kefir la bevanda fermentata di latte dei Paesi dell’Est. Forse più acido.

Ci parla di storioni, di caviale da 200€ ogni 30 gr. Ciotole chiuse sotto vetro, in vetrine sigillate come il tesoro della corona. Ci mostra il kazhstan lago d'aralLago di Aral, ridotto ad una pozza nel corso degli anni, che con l’aiuto della costruzione delle dighe stanno cercando di far riempire nuovamente. A loro serve, serve per l’idrocoltura degli storioni, gli serve per il caviale. Sanno di avere un grande tesoro fra le mani, sanno che devono mantenere l’ambiente per il loro tesoro. Hanno anche imparato a mungere gli storioni senza ucciderli. Il loro caviale non sarà il prodotto che risolverà la fame nel mondo, ma per loro è molto importante.

Kazakhstan mela apportHanno una mela gigantesca, una razza autoctona che non riescono ad esportare perchè è una coltivazione di nicchia. Hanno coltivazioni di mais che nel periodo estivo vengono distrutte dall’invasione delle locuste e che ora stanno combattendo con l’aiuto dei droni.

Poi si passa in un’altra sala. È una sala cinematografica e ci vengono consegnati gli occhiali da visione in 4D. Lo spettacolo comincia, Il Kazakhstan si svela al meglio, siamo catapultati sui picchi innevati, planiamo su valli incredibilmente verdi, laghi, e infine in caduta libera verso Astana.

Astana sembra una megalopoli dell’occidente, i pochi minuti di film che in realtà svelano un mondo intero, grande e sconosciuto, ci ammutoliscono definitivamente. I voli radenti ci catapultano in una realtà che sembra tanto vicina alla nostra eppure su pianeta diverso. Eppure, stanno lì da secoli e non ce ne siamo mai accorti.

Il film termina con la proclamazione di Astana 2017, ma anche questa volta l’applauso parte spontaneo

Usciamo dalla sala.

Con Carlotta ci guardiamo: siamo sbigottite, sorprese, attonite. Parla lei per prima: “Voglio andare in Kazakhstan“.

Anche io.

 

 

By | 2015-09-23T11:18:22+00:00 settembre 17th, 2015|Expo 2015|0 Commenti

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