EXPO: finalmente anche io

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EXPO: finalmente anche io

By | 2016-03-03T13:13:21+00:00 settembre 15th, 2015|Categories: Expo 2015|3 Comments

Di Expo 2015 avrai già sentito ogni cosa, visto ogni singolo padiglione, anche senza esserci stato, caldeggiato opinioni favorevoli e partecipato o ascoltato polemiche. di Expo si è già detto forse tutto, si è visto tutto, si è sentito tutto. Però io ci sono andata solo il weekend scorso, prima non sono proprio riuscita a ritagliarmi un weekend per andare famiglia al completo.

E un weekend ci voleva proprio, con la condizione che si è creata nel weekend scorso, un solo giorno avrebbe significato, vedere quasi nulla.

Dicono che sabato scorso, sia stato, fino a questo momento, il weekend con la maggiore affluenza  di tutto il periodo: non fatico a crederlo, nel pomeriggio ad un certo punto, sul Decumano, il viale principale, che è largo, parecchio largo, sembra un ‘autostrada a 6 corsie, ci si muoveva a spintoni. Il personale del padiglione era fuori di testa, i padiglioni chiudevano e interrompevano le file, 5 ore per entrare al Giappone, una fila interminabile che attraversava il Decumano e si dipanava costeggiando le costruzioni del cluster di fronte al padiglione: il delirio più totale. Però mi è piaciuto! Eh si l’Expo è decisamente da vedere.

Ma l’Expo che cosa è?Expo russia

Che cosa c’è di così interessante?

Oggi mio babbo me lo ha chiesto e io come un fiume in piena mi sono fermata solo perché lui, guardando l’orologio mi ha fatto intendere che era tardi e dovevo andare. Che cosa c’è di interessante?

L’Expo è un giro del mondo in poche ore.

È conoscere terre lontane, mai sentite.

È scoprire tradizioni.

È entrare in contatto con gli altri popoli.

È incuriosirsi delle culture e farsi venire la voglia di andare a scoprirle.

Il tema dominante dell’Expo di Milano, è anche scoprire specialità di cibi inquietanti, sconosciuti, diversi e incredibili, ma soprattutto, visto il tema dellìExpo 2015, è scoprire che fuori dalla nostra casina c’è chi si sta dando da fare, per coltivare zone impossibili, per sfruttare le proprietà di ingredienti a livello curativo, per recuperare acqua, per mantenere vivo il pianeta e nutrirlo.

Sembra di stare in un grande parco giochi, dove i giochi non solo giochi, il giro in giostra è la rappresentazione di un reale che non vediamo guardando fuori dalla nostra finestra di casa.

In due giorni si sono concentrate una quantità di informazioni ed emozioni, che dovrò ruminare a lungo per poterle guardare con la giusta lucidità.

Per quanto possa essere organizzato male od organizzato bene, costruito male o costruito bene, per quanto possa essere una spreco di soldi o buon investimento, uno dei tanti scandali all’italiana o puro come l’aria, L’Expo è assolutamente da vedere!

expo poloniaHo raccolto emozioni da paura, commozione, gioia, stupore, meraviglia, ma anche vergogna  e delusione.

C’è chi per aver visto un contenitore Omanita di acqua di rose nelle mani della guida del padiglione, le  è quasi saltato sulle spalle perché ne voleva un po’, senza sapere di cosa, senza sapere perché, semplicemente per avere, senza chiedere per cortesia, senza chiedere con gentilezza.

C’è chi ha tirato fuori i passeggini dei bambini dalla soffitta per avere l’accesso privilegiato, con bambini di 6-8 anni. C’è chi al seguito di quel passeggino ha preteso di entrare in 7/8 persone, tutte mamme e tutti babbi di quell’unico bambino troppo grande per il passeggino.

C’è chi ha lasciato il proprio cartoccio con il cibo esattamente dove si era seduto, quando il cestino era pochi metri più avanti.

C’è chi dopo aver fatto la fila sotto la pioggia è entrato nel padiglione del Marocco, si è svestito per attaccare i propri panni ai ventoloni che dovevano servire a rendere la sensazione del vento caldo del deserto, fino a che i responsabili del padiglione hanno dovuto spegnerli per far scorrere il flusso dei visitatori. expo vento del deserto marocco

C’è chi si è messo a polemizzare con una ragazza del Qatar perchè voleva a tutti costi che il proprio figlio maschio avesse il tatuaggio di hennè

C’è chi ha costretto il personale di un padiglione a eliminare gli occhiali della realtà aumentata come propria attrazione e a togliere le mascotte di peluche per essersi sentite minacciare per non regalarle.

Ho visto scene di ordinaria follia durante lo spettacolo serale dell’albero della vita, con persone che in mezzo alla calca che si muoveva per inerzia, hanno avuto il coraggio di infilarsi con i passeggini, e i bambini sopra, pur di raggiungere il punto più vicino. Come mettere a rischio i propri figli a favore del proprio egoismo.

Ho visto scene che mi hanno fatto rabbrividire.

Però ho scoperto che a mio marito piace la cultura araba, che mia figlia vuole andare alle Isole Marshall e che io sogno migliaia di km uno sull’altro per raggiungere capitali mai sentite.

Ho avuto la fortuna di “sentire” alcuni padiglioni da molto vicino,  prossimamente ti racconterò le storie di questi Paesi che mi hanno colpito al cuore.

 

 

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Travel blogger appassionata di food, meglio ancora street food. Viaggiatrice on the road a più non posso con il letto sopra il tetto. Web writer, web content, Social Media Specialist, SEO learner Ah... ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

3 Commenti

  1. Sara 14 ottobre 2015 al 17:50 - Rispondi

    ciao Monica, pensa che io non ci sono ancora andata…pensi che sia troppo tardi?! e invece no!!! mi sento un pò una folle ma ci andrò il 30 e 31!!!!!!!!!!!!!!!! poi ti farò sapere………….

    • Monica 14 ottobre 2015 al 18:09 - Rispondi

      Un po’ folle si! Organizzati bene, e sappi che si vocifera che il 31 ci sarà una super mega festa! Sarà il delirio totale!!!

      • sara 17 ottobre 2015 al 0:02 - Rispondi

        Ormai è fatta….staremo a vedere!!

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