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Expo 2015 in dirittura di arrivo

By |2015-10-23T02:13:19+00:00 23 ottobre 2015|Categories: Expo 2015|3 Comments

La prossima settimana è l’ultima: Expo 2015 è arrivato alla fine. Anche i miei post sull’evento. Ho avuto la fortuna di vedere tantissimo di Expo nonostante sia andata a metù settembre nel primo weekend di vero delirio in cui Expo è stato letteralmente preso d’assalto.

Ci sono padiglioni che ho potuto capire, ce ne sono stati altri che non ho capito per niente. Ho già parlato di quelli che ho avuto modo di conoscere in modo più approfondito, ma ho portato a casa un passaporto Expo 2015 pieno di timbri, di Paesi visitati, di suggestioni, di  immagini, di profumi e di colori.

Padiglione Giappone Expo 2015 giappone

Sarò controtendenza, ma non è quello che mi è piaciuto di più. Capisco le file assurde: con la visita che dura 50 minuti e un numero chiuso di persone che possano entrare nello stesso momento è inevitabile che la fila si crei. Bellissima la sala degli specchi, con i giochi di luce, soprattutto appena entrati quando migliaia di piccoli puntini luminosi sembrano milioni di lucciole. La fantasmagorica fontana del cibo e anche il Ristorante del Futuro non mi hanno emozionato più di tanto. Sono anche riuscita a vedere i serafici visi della hostess giapponesi, normalmente tesi in sorrisi plastici, creparsi di preoccupazione quando un ospite illustre ha pensato bene di entrare nel ristorante del futuro anzi tempo. In quel momento mi sono sembrate umane. Bella la delicatezza di tutti i loro simboli e delle immagini, ma mi è mancato qualche cosa per farmi dire wow!

Padiglione Moldova expo 2015 Moldova

Non l’ho capito! Il padiglione della Moldova non l’ho capito per davvero. Uno spazio praticamente vuoto, con qualche video alle pareti, nessuna idea per sfamare il pianeta,  nessuna promozione del territorio. Niente. Cosa volevano dire al pubblico?

Padiglione Austria expo 2015 austria

L’Austria ha giocato sulle parole, oltre che sulla foresta. La parola d’ordine del padiglione è BREATHE  che si trasforma in EAT, perchè senza l’aria da respirare non esiste cibo da mangiare. il padiglione è piccolino, l e poco impattante, la foresta è decisamente una foresta, e quello che forse attira maggiormente l’attenzione dei visitatori è il bar in fondo al padiglione che serve pezzi di Sacher e wurstel.

Padiglione Angola expo 2015 Angola

Mi avevo detto che era uno di quei padiglioni dove la fila non c’era e invece in quel weekend la fila c’era anche qui.  L’Angola ha una struttura centrale in cui scorrono delle immagini. Sono immagini e parole di donne d’Angola, donne che hanno fatto la differenza, donne che stanno cercando di cambiare, migliorare, far crescere il loro Paese. Solo donne. E poi prodotti tipici, panorami tipici e cucina tipica. Ma le donne, le donne, sembra che sia davvero il loro investimento migliore.

Padiglione Iran expo 2015 iran

L’iran è un Paese che mette curiosità. La musica esce prepotente dal padiglione. Le immagini delle tradizioni, della gente, dei luoghi che scorrono nel lunghissimo videowall che costeggia tutta la parete del padiglione, sono incalzanti. Il padiglione è un enorme orto di piante aromatiche con percorsi intervallati da bacheche che contengono attrezzatura da cucina e prodotti tipici. Come in tutti i Paesi di origine araba che abbiamo visitato in questo Expo 2015, i datteri la fanno da padrone come prodotto tipico. La visita, dopo la passeggiata nell’orto delle erbe aromatiche termina in una saletta dove un documentario illustra i tesori dell’Iran.

Padiglione Russia expo 2015 russia grano

Il padiglione della Russia è molto scenografico. L’ala tutta specchiata che si protende verso il Decumano, amplifica ancora di più la gigantesca e rossa scritta “RUSSIA” che sembra dominare tutto quello che le sta attorno. La Russia è uno dei primi produttori di grano nel mondo. La Russia è uno dei primi produttori di acqua imbottigliata nel mondo. La Russia è grande e nel suo padiglione, covoni di grano, tavole periodiche degli elementi gigantesche, e gioielli ipnotici di ambra verde e blu sembrano ricordare ad ogni passo la potenza della Nazione.

Padiglione Qatar expo 2015 palma qata

Come tendenza generale anche il Qatar ha puntato sulla condivisione delle proprie tradizioni per aiutare a sfamare il pianeta. La guida che ci ha accompagnato nel giro del padiglione era assolutamente mussulmana e si è ritirata quando Lollo ha provato a darle la mano. La palma che sta al centro del Jefeer, il tipico cesto di foglie di Palma del Qatar, rappresenta uno dei tesori preziosi di questo Paese. La Palma fornisce datteri, fornisce foglie, fornisce il tronco. il Qatar sta cercando di rendersi indipedente, nonostante fino a questo momento abbia quasi esclusivamente importato i prodotti alimentari. Desalinizza l’acqua del mare per trasformarla in acqua pura e sta studiando un sistema di raccolta dell’acqua che si basa sull’utilizzo della cellulosa. Per quanto sia difficile da credere la prima risorsa naturale del Qatar non è il petrolio, ma il gas naturale. Bellissima la ricostruzione del mercato di una tipica cittadina qatariota: ci si immerge completamente nella loro dimensione.

 

L’irlanda con le sue gocciolone di acqua appese al soffitto

La Slovenia con le passeggiate a piedi scalzi sul sale

La Turchia, l’unico padiglione aperto e senza code (per mangiare il kebab le code ci sono)

I cluster che in piccolissimi spazi hanno mostrato mondi, cibi e tradizioni.

La nostra visita ad Expo 2015 è stata davvero interessante, l’esposizione ci è piaciuta moltissimo e sono sicura che di Expo 2015 se ne parlerà ancora. Goditi questa ultima settimana di manifestazione e lasciami i tuoi commenti sui padiglioni, noi intanto stiamo già contando i chilometri per arrivare ad Astana 2017.

 

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