Expo 2015: Il padiglione Emirati Arabi

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Expo 2015: Il padiglione Emirati Arabi

By | 2015-10-20T00:16:11+00:00 ottobre 20th, 2015|Categories: Expo 2015|0 Commenti

Il padiglione degli Emirati Arabi è un altro padiglione che nel corso dell’Expo ha riscosso tanto successo. Non potevo non andare a vederlo. Strategicamente è stata la prima fila del nostro secondo giorno di Expo. L’esterno è particolare, circondato da sabbia del deserto, contornato da un sentiero di terra battuta che corre lungo il perimetro su cui si snoda la fila per entrare. Il perimetro esterno della struttura ricorda le dune rosse del deserto con le piccole increspature lasciate dal vento. Piccole ondine regolari che ricoprono tutto il padiglione all’esterno. Anche all’interno. Passeggiando all’interno negli spazi sinuosi circondati da pareti di dune rossastre e ondulate. padiglione emirati arabi dune

Il padiglione degli Emirati Arabi racconta una storia, una storia a lieto fine, con protagonista una bambina. Le installazioni tridimensionali spiegano i progetti di ricerca che negli Emirati Arabi stanno portando avanti per dare acqua e cibo al pianeta. Per dare acqua e cibo a loro stessi.

È vero che i loro studi possono essere trasferiti anche su altre zone aride e desertiche del pianeta con le stesse caratteristiche climatiche e geologiche, ma prima di tutto serve a loro per sopravvivere in una zona che sicuramente non è facilmente vivibile.

padiglione emirati arabi ologrammiI datteri sono la chiave di volta di molte loro ricerche, acqua e datteri e sono in grado di sopravvivere, anzi di vivere: dicono di non aver bisogno di altro. E mentre sfili tra le dune due ologrammi di bambini ti raccontano di essere i fratelli di Sara.

Non avevo letto niente relativamente al padiglione degli Emirati Arabi, forse pensavo che non sarei nemmeno riuscita a vederlo e mi ero lasciata  il dubbio di non sapere cosa mi sarei persa. Non sapevo che i fratellini di Sara erano l’inizio di una storia che mi ha commosso. Commosso per davvero. Con lacrimoni grossi come… datteri, che scendevano!

Alla fine del percorso in mezzo alle dune si entra in una sala cinema in cui ti siedi e sei completamente circondato dallo schermo. Il cortometraggio racconta la storia di una palma da datteri, di una nonna, di Sara, della sua famiglia.

All’inizio della storia un grosso fuoristrada è guidato dalla mamma di Sara al cui fianco è seduto il babbo.

La nonna manifesta in favore della palma, del mantenimento delle tradizioni nonostante l’avanzare del nuovo.

Sara che come tutti noi è abituata a dare per scontata l’acqua in un mondo di grattacieli e SUV, fa un balzo nel passato e scopre come l’acqua sia da salvaguardare, come le tradizioni siano da rispettare, come il deserto sia stato inospitale quando ancora i grattacieli non svettavano contro il cielo.

Il film è toccante, emozionante, un messaggio globale, una speranza.

Dopo aver commosso l’intera sala, Dubai si presenta al mondo come sarà nel 2020 in occasione di Expo Dubai 2020. Una grandiosità senza pari. Un progetto che pare tanto lontano e tanto avveniristico, ma che è REALE! padiglione emirati arabi progetto dubai 202

Cosa mi ha colpito del padiglione degli Emirati Arabi?

  • Il fatto che le protagoniste della storia, le portatrici della conoscenza, le messaggere della speranza siano DONNE. Tre generazioni di donne!
  • Il messaggio meraviglioso e commovente del cortometraggio
  • Le ricerche scientifiche per dare acqua e cibo al pianeta, in particolare alle zone desertiche
  • La grandezza del progetto di Dubai 2020
  • Il fatto che la popolazione di Dubai sia composta solo per il 20% da popolazione locale e che il rimanente 80% è straniero.

Cosa significa che l’80% della popolazione di Dubai è straniero? Opportunità.

Lo sai se vuoi, possiam fare di più, per noi per voi, la terra sei anche tu…

 

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Ah… ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

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