>Le pietre dei miei viaggi

Le pietre dei miei viaggi

By |2016-03-08T11:30:30+00:00 1 novembre 2012|Categories: Dire|Tags: |4 Comments
Altro appuntamento di Monica di Viaggi e Baci per la serie il Senso dei miei viaggi. Questa volta si parla di pietre, di siti archeologici, ma anche di pietre in senso più lato.
Io questa volta arrivo lunga… arrivo lunga perchè nonostante per metà della famiglia (io e la Topo) siamo delle divoratrici di pietre archeologiche, le foto non ci sono… ovvero ce ne mancano tantissime perchè ahimè sono rimaste nell’hard disk, che non si sa bene come e non si sa ben perchè… è morto… e sembra che non sia recuperabile… (a meno che non venga inviato presso una ditta specializzata che a fronte di un bel gruzzoletto verifica se si può tirare fuori qualche cosa…) comunque a parte le divagazioni, parliamo di queste pietre….
Dunque partiamo dal presupposto che la ricerca è stata dura questa volta per i motivi di cui sopra, ma visto che io e mia figlia siamo mangiatrici di pietre… (mio marito no… si limita ad accompagnarci… pagare il biglietto… portare lo zaino, procurare l’acqua e aspettarci usando le antiche pietre come sedie!!!) quando ci troviamo nelle vicinanze di un sito, non ce lo facciamo scappare… Abbiamo visitato un sacco di siti archeologici, dai più banali… oddio…. banali… forse non ho usato la parola giusta… diciamo dai più famosi a quelli un pò meno conosciuti… ma l’emozione è la stessa… è l’emozione di essere in un luogo dove qualche migliaio di anni fa qualcuno ha avuto un’idea, ha realizzato un progetto, ha raggiunto un obbiettivo, ha costruito un mondo…. con i mezzi che non sono quelli che abbiamo adesso… Ecco la cosa che più mi impressiona e mi emoziona è vedere il risultato di un opera dell’ingegno e dell’intelletto umano… e capire… capire perchè e come oggi abbiamo l’acqua in casa o perchè e come oggi abbiamo i bagni, o perchè e come oggi abbiamo una certa organizzazione politica e commerciale… insomma per capire chi siamo e come siamo, dobbiamo capire chi erano e come erano gli antichi.
Potrei mettere qualche foto del Partenone… (e sembra incredibile, ma ne ho anche alcune dove non ci sono le impalcature che ormai da anni lo improgionano), potrei mettere qualche foto del Nemrut Dagi, posto non così classico, di cui ho comunque già parlato anche in questo mio post, avrei potuto parlare di Roma, di Pompei, di Troia, ma vi voglio parlare di 3 posti, volendo anche classici, ma che si differenziano dagli altri classici perchè per mia figlia (la Topo) sono stati… illuminanti!!!!!
Norvegia 2007.
Ci sono, due siti archeologici molto importanti con graffiti primitivi che risalgono al periodo Neolitico (che se non mi sbaglio (!!!) è fra i 5000 e 6000 anni fa.). Uno di questi siti che è immenso si trova ad Alta, nel nord della Norvegia, ma noi non l’abbiamo visto (avevo fretta di incontrare le Balene!!!), qull’altro è a Bolarein… più a sud. Il sito è più piccolino… le incisioni non sono moltissime, ma sono ben visibili, quelle che maggiormente spiccano sono le incisioni di un orso, di uno sciatore (cioè… uno sciatore!!!!! uno sciatore di 6000 anni fa!!!) ben distinguibile nel corpo e negli sci, e quello di una renna a grandezza quasi naturale.
 Bolarein
(la foto è orribile, ma ho dovuto scansionare una stampa picccolina che avevo rimasto).
Grecia 2009.
Facciamo un salto nella storia di quasi 4/5 millenni…. andiamo ad Olympia.
Olympia per me è un posto-mito, uno di quei posti dove sono andata, sono tornata e dove tornerei ancora, sembra di sentire nell’aria le voci degli atleti che praticano sport.
Entrare nello stadio di Olympia è stato come fare un salto indietro di più di 2000 anni e sentirsi come unatleta greco (ovviamente maschio!!!! le donne non potevano!!!) La Topo ha potuto immaginare la vita degli atleti, negli allenamenti,  nelle gare, e pestare e provare lo stesso terreno dove gli antichi disputavano le olimpiadi.
La foto che ho scelto è lo stadio di Olimpia… la foto non è esageratamente rappresantiva, sicuramente non è il posto più “bello” da vedere ad Olimpia, ma è quello che ci ha fatto sentire “più sul pezzo”… e siamo stati almeno tre quarti d’ora a guardarci intorno, a repirare l’aria, ad accarezzare gli scranni degli spettatori “VIP” del tempo.
E quindi ecco lo stadio… con l’ingresso degli atleti e sulla destra il “palco d’onore” per i Vip
oimpia

E abbiamo giocato e gareggiato proprio come nelle antiche Olimpiadi (foto fuori concorso)

olimpia stadio

Turchia 2011
Rimaniamo con i gloriosi romani e dopo aver pestato lo stesso terreno… ci immergiamo anche nella stessa acqua dove si sono immersi gli antichi.
Sopra a Pammukale, il castello di cotone, c’è un sito archeologico, che è davvero molto bello e molto grande… Hierapolis, una città nata in questo luogo per la bontà delle acque termali (che tanto piacevano ai romani) e che oltre alla città, ovviamente, hanno costruito anche le terme.
La meraviglia di queste terme è che la piscina dove ancora si può fare il bagno è la stessa dove i romani facevano il bagno!!! E ioammetto che mi sono sciolta dall’emozione non appena ho messo un piede nell’acqua.
hierapolis terme

Le rovine che si vedono sotto l’acqua erano proprio lì… gli antichi romani si bagnavano proprio lì… insomma non è meraviglioso poter toccare con tutti i sensi il glorioso impero romano? Io sento ancora il caldo ricordo dell’emozione quando guardo questa foto.

Oppsssss! Ma non vi ho detto perché sono tre posti che hanno illuminato mia figlia: dopo i graffiti, dopo Olimpia, dopo  Hierapolis, dove abbiamo scoperto che lavora una spedizione di archeologi italiani  (e anche dopo Efeso, dove ha parlato con 3 ragazze italiane restauratrici), ha deciso che farà l’archeologa, direi che si è illuminata bene!

 

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