I cartelli dei miei viaggi: è difficile seguire le indicazioni.

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I cartelli dei miei viaggi: è difficile seguire le indicazioni.

By | 2016-04-09T01:32:15+00:00 luglio 5th, 2014|Categories: Dire|Tags: |15 Comments

Che questo sia un periodo particolare e confuso è indubbio. Ricevo segnali da ogni dove e in ogni momento che mi confondono sempre più, forse per questo  mi è venuto in mente di cercare indicazioni, cartelli e insegne che mostrino la strada giusta.

Giusta, preferibile, comoda, tortuosa, difficile, veloce, lunga, i cartelli segnalano, poi bisogna interpretare per scegliere le indicazioni che ci sono più congeniali in un preciso momento del nostro percorso. Niente di più vero, nel viaggio e nella vita, che è talmente luogo comune, quello di associare la vita al viaggio, ma talmente vero che non ci si può esimere dal paragonare viaggi e vite in ogni momento. Essere confusi, fermarsi ad un bivio e avere un attimo per decidere quali indicazioni seguire, comporta dei rischi, nella vita e nel viaggio, seguire un cartello piuttosto che l’altro può essere pericoloso, doloroso, forte, ma anche divertente, gioioso, e facile.

E dopo aver ricevuto, letto, commentato, visto, ragionato tutti i bellissimi contributi ricevuti sono stata ispirata per i miei cartelli.

Il confine fra gli Statiindicazioni confineI cartelli che segnalano le dogane o le ex dogane sono fra i miei preferiti. Di quà c’è un mondo, di là ce n’è un altro. Quello che va bene di quà, può non andare bene di là. Passare il confine, oltrepassare quella linea di divisione fra popoli, culture, geografie, ambienti e climi e adattarsi in pochissimi secondi al nuovo Stato. Superare un confine, passare la linea e avvicinare una meta. Un passaggio che non è mai defintivo perchè dopo un confine ce ne può essere un altro, oppure si può oltrepassare lo stesso per tornare indietro perchè a volte, è bene andare avanti, ma in qualche caso bisogna anche tornare indietro, come quando si torna da un viaggio e lo stesso cartello lo si vede dalla parte opposta sotto un’altra prospettiva.

Tarifaindicazioni oceanoDa Tarifa mi aspettavo di più. Da Tarifa mi aspettavo di meno. Tarifa è terra di contrasti! Questo cartello si trova su un itsmo di terra che dalla città di Tarifa si protende verso il mare verso un’isoletta piccolissima: Isla de Las Palomas. La strada che collega la città all’isoletta, non frequentabile perchè zona militare, è una specie di molo allungato in mezzo al mare. Il cartello indica l’Oceano Atlantico perchè alle mie spalle c’è un altro identico cartello che indica il Mar Mediterraneo. Peccato che il “gioco” permetta solo 3 foto perchè sarebbe stato bello farvi vedere i due cartelli identici e il panorama completamente diverso.

Immaginatelo. Con le mie parole.

La vedete la foschia sulla linea di confine tra il mare e il cielo? L’Atlantico è un grande mare, un mare aperto, un mare tumultuoso, come possono esserlo i pensieri. Il mare era mosso, molto mosso, come può esserlo l’Oceano, anche se non sembrerebbe, la spiaggia completamente allagata fino ai piedi dei condomini fronte mare. La foschia è l’acqua del mare nebulizzata dal forte movimento delle onde.

Alle mie spalle il cartello Mediterraneo, stesso molo, stesse rocce che proteggono il molo dai marosi. Il mare. Piatto. Calmo. Azzurro. Una piccola spiaggetta con ombrelloni e bambini che giocano con la sabbia, qualcuno che fa snorkeling in una tavola piatta di acqua. Serenità. E Adesso? Che faccio? Quale cartello devo seguire? Guardo l’Atlantico e seguo il tumulto dei miei pensieri con il rischio di essere travolta da un onda o mi volto verso il cartello Mediterraneo calmo, piatto e sicuro? A volte le indicazioni non bastano, forse confondono ancora di più, ma davanti a due cartelli parati lì improvvisamente, davanti a due scelte opposte BISOGNA decidere. E’ per questo che viviamo/viaggiamo? No?

L’insegna del Museo Dalì di Figueresindicazioni DalìUna delle insegne, una delle scritte che indicano che lì dentro c’è il museo di Dalì. Un visionario. Un genio! In ogni sua opera una doppia interpretazione, se non tripla o di più. Ogni sua opera da leggere sotto punti di vista diversi. E’ capitato che sul mio profilo Facebook, mentre elogiavo mia figlia qualcuno mi abbia detto di stare esagerando nel tessere le sue lodi. Visto che nessuno obbliga nessuno a leggere quello che scrivo, spero di venire perdonata se una volta ancora decido di mettere lei al centro dei miei discorsi. Noi, qui, siamo parte di un’insegna. E che insegna! Una firma che già di suo è un capolavoro e con noi a fianco, ho la preseunzione, di vederlo come un capolavoro completato. Lasciatemelo dire e non leggetemi se non volete sentirmi dire che vorrei essere il cartello che indica la strada a mia figlia (chi non vuole esserlo!), e non leggetemi se non volete vedere scritto da una mamma orgogliosa che questa insegna, con noi, è un capolavoro migliore di tutti quelli che sono dietro al quel muro e che comunque vada, e qualunque cartello lei deciderà di seguire io sarò sempre lo stesso cartello, quel famoso cartello, da vedere sotto un’altra prospettiva, visto dalla parte opposta tornando indietro verso casa.

Ora tocca a voi! Scegliete fra le mie tre la foto che preferite che insieme alle vostre, il 10 luglio, farà parte dell’insegna più luminosa che abbiate mai visto e del cartello più indicativo che abbiate mai trovato sulla vostra strada.

 

 

About the Author:

Travel blogger appassionata di food, meglio ancora street food. Viaggiatrice on the road a più non posso con il letto sopra il tetto. Web writer, web content, Social Media Specialist, SEO learner Ah... ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

15 Commenti

  1. Simona 5 luglio 2014 al 21:15 - Rispondi

    Eccomi direi che il primo é quello più nelle mie corde… amo passare i confini nei miei viaggi perchè come hai gia spiegato te nel post segnano la fine di un’avventura e l’inizio di un’altra. E’ un’emozione in divenire…

  2. Letizia 5 luglio 2014 al 21:22 - Rispondi

    Oddio non so cosa scegliere. I cartelli dei confini io li adoro. La scritta del museo con te e tua figlia la trovo meravigliosa. E il racconto del cartello del’atlantico mi piace tantissimo. Quindi mumble mumble direi la terza!!!!!

  3. Greta 5 luglio 2014 al 21:27 - Rispondi

    Belle e molto diverse fra loro. Credo sceglierò…la terza!

  4. Monica 5 luglio 2014 al 21:36 - Rispondi

    Io non ho dubbi: la terza! E l’ho pensato guardando le foto, prima ancora di leggere le tue parole. Inutile dire che dopo averle lette non ho più avuto dubbi …
    E sai, da mamma, che cosa vorrei scrivere nel cartello che indica la strada a mio figlio? “Porto” (che poi è tanto simile a parto!) … e dall’altro lato del cartello “vai, spiega le tue vele, sapendo che io sono sempre qua” …

    Ps: il periodo non è dei migliori, ma questo è il più bel post che hai scritto x #sensomieiviaggi 😉

  5. elena 6 luglio 2014 al 0:54 - Rispondi

    la terza senza ombra di dubbio (almeno per me),
    un vero capolavoro, di bellezza, genialità e sentimento!

  6. Antonella 6 luglio 2014 al 9:04 - Rispondi

    Ciao, un post bellissimo… io voto la terza, non tanto per la fotografia ma per le parole che la accompagnano che mi hanno colpita molto. E’ vero il più grande capolavoro è la nostra vita e per un genitore la vita dei propri figli.
    Buona domenica, a presto.
    Antonella

  7. Luna 6 luglio 2014 al 9:24 - Rispondi

    Ciao Monica, che bel post!
    io scelgo la seconda, perchè mi affascina tanto l’idea di due cartelli, uno di fronte all’altro, che indicano due mari completamente opposti.
    è quello che succede ogni giorno nella vita, hai ragione.
    Insomma: io ho provato a immaginare anche l’altra foto e sono rimasta estasiata da tutte le riflessioni che mi ha ispirato questo “gioco”.
    Seconda senza ombra di dubbio: meravigliosa!
    bacioni grandi, buona domenica

  8. Alessandra 6 luglio 2014 al 10:49 - Rispondi

    Ciao Monica! Difficile scelta anche per me, anche io amo i confini fra stati, ma anche i luoghi di confine geografico e mi emozionai anche io davanti alle colonne d’Ercole. Però scelgo la terza perché come te sono orgogliosa dei miei figli ed ho la presunzione di aver loro insegnato una strada, che per me era l’unica possibile.

  9. Chiara 6 luglio 2014 al 13:59 - Rispondi

    Molto belle tutte e tre le foto e soprattutto le parole per descriverle! Però io sceglierei la prima, mi affascina quel brivido che ti attraversa nel momento in cui si varca un confine!

  10. annalisa 6 luglio 2014 al 21:11 - Rispondi

    Che belle parole accompagnano i tuoi cartelli! Da mamma super orgogliosa di mia figlia e con grande amore per Dali, scelgo ovviamente la terza foto.

  11. Norma 7 luglio 2014 al 8:55 - Rispondi

    Monica, cosa dire?
    Adoro i confini, mi piace passarli mi sale l’adrenalina (forse è un po’ esagerato ma è così che mi sento quando ne valico uno) ma da mamma scelgo la terza, anch’io voglio essere un cartello per mio figlio, non un cartello con le indicazioni, ormai le sue scelte le ha fatte ma un cartello che, come dice Monica, indica un porto sicuro, io ci sarò sempre.
    Bellissimo questo post, mi ha veramente commosso.
    Grazie
    Ciao
    Norma

  12. robby 7 luglio 2014 al 9:13 - Rispondi

    ciao
    la mia foto preferita è la prima.

  13. Claudia 7 luglio 2014 al 11:23 - Rispondi

    Ciao io sceglierei la seconda.. i “confini marittimi” mi hanno sempre ispirato!

  14. Audrey 7 luglio 2014 al 16:21 - Rispondi

    scusa il ritardo ma ero fuori per un breve week end 😉
    la mia foto preferita è senz’altro l’ultima 😀

  15. Lali 9 luglio 2014 al 0:22 - Rispondi

    TERZA!!! tutta la vita, voi due e quel bellissimo sorriso dietro quel meraviglioso tratto nero!!
    Un abbraccio grandissimo e bellissimo e davvero unico questo tema Monica! Grande!!

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