Il seggio vacante

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Il seggio vacante

Quando ho comprato questo libro, da “lettrice della domenica” quale sono, quello che più mi ha convinto nell’acquisto sono state 3 motivazioni che facevno ovviamente parte di una bella strategia marketing e  che servivano, naturalmente, a far emergere questo libro fra milioni.
La prima ragione fra tutte che ha diretto la mia mano verso il libro sono state le montagne di libri esposti nelle librerie e nelle vetrine che con i colori accesi della copertina attraggono sicuramente la curiosità di chiunque.
La seconda ragione è stato il nome dell’autrice, un genio, una scrittrice fin troppo famosa che ero curiosa di leggere (… Confesso di non aver letto nemmeno un Harry Potter)
La terza ragione è che sulla quarta di copertina erano riportati i commenti di 4 giornali che elogiano (ovviamente) le meraviglie della trama e della scrittrice, in particolare il commento del Daily Express mi ha convinto a comprare.
Il libro viene descritto come  “… corposo, ambizioso, geniale, spregiudicato, DIVERTENTE, spiazzante e sontuoso…” e ancora come “… un affresco impietoso, amaramente DIVERTENTE, della società contemporanea… Una COMMEDIA morale dei nostri tempi…”
Ed è stato proprio quel DIVERTENTE e quel COMMEDIA che mi hanno convinto e l’ho comprato.
Ho finito or ora di leggerlo, compiendo uno sforzo notevole per vedere l’ultima pagina, sicuramente desiderosa di scoprire tutto questo divertimento dove potesse essere.
In realtà per me il libro è tragicamente drammatico, duro e impietoso, questo si, nel raccontare i peggiori vizi e le peggiori virtù della nostra società.
La vicenda si svolge nella tranquilla e perfetta cittadina Inglese di Pagford dove la morte di un Consigliere locale, scardina gli equilibri e porta a galla, le invidie, la sete di potere, i segreti, le cattiverie, i drammi famigliari e sociali di tutti gli abitanti. I temi trattati sono il peggio del peggio che la nostra società ha saputo inventare, droga, prostituzione, abusi, corruzione, violenza domestica, invidia, cattiveria, pettegolezzi, adolescenti allo sbando, niente di divertente, davvero.
All’inizio ho trovato la narrazione un pò lenta, ho avuto difficoltà  ad inquadrare i personaggi che sono moltissimi e forse non ben caratterizzati, perchè ho fatto molta fatica, nel corso della lettura ad associare ogni nome ad un carattere. Da metà libro, la narrazione mi è sembrata un pò più sciolta, ma l’unica ragione per cui sono arrivata alla fine era la speranza di trovare un briciolo di quella COMMEDIA DIVERTENTE decantata in quarta di copertina.
Per me che, come già detto, sono “lettrice della domenica” (nel senso che non sono una “fedelissima” lettrice), leggo per divertimento, per liberarmi la mente, per sorridere e per cercare di allontanare i pensieri pesanti della quotidianità, per me che, quando trovo il libro che mi appasionata sono capace di leggere anche una notte intera, non è il libro adatto.
By | 2013-10-11T00:00:05+00:00 gennaio 13th, 2013|Dire, Libri|0 Commenti

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