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Tacchino di Natale, una lunga ricetta tradizionale

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Tacchino di Natale, una lunga ricetta tradizionale

Il tacchino ripieno è un classico del Natale. E’ stato il mio primo vero arrosto del mio primo Natale in casa mia. In realtà non è stato proprio il primo.

Il primo Natale avevo un diavoletto di 1 mese che urlava a più non posso, quindi non abbiamo fatto assolutamente niente se non stare in casa a disperarci per non riuscire a farla smettere di piangere!

Il primo vero Natale ho voluto aprire la mia casa, sfruttare la mia cucina e cucinare da sola un pranzo di Natale molto tradizionale. Non vedevo l’ora, la mia cucina, il mio tempo, quello che che volevo io, con quello che che avevo deciso di comprare io.  Che bello!

Il pranzo tradizionale è cominciato con i classici cappelletti in brodo, fatti rigorosamente a mano da sola, senza l’aiuto di nessuno. Ma qua da noi non funziona proprio così: per preparare i cappelletti di Natale, le azdore si trovano il pomeriggio a casa di una o a casa dell’altra, le mamme con le nonne, le zie con le nipoti e fanno cappelletti tutte insieme… anche nel caso che poi una sia ospite da un parte piuttosto che da un’altra, i tortellini si fanno insieme. Ma io volevo fare da sola, nella mia casa, nella mia cucina!

Come secondo avevo scelto un piatto che è un classico del Natale, non proprio di casa mia, dove il classico più classico è comunque il bollito con la salsa verde e le frittelle di semolino o di crema.

Io volevo accendere il forno. Quindi tacchino.

Mi ricordo: avevo studiato un mese per scegliere le ricette e scelsi proprio uno “speciale” del Gamberosso. Volevo fare le cose per benino! Il tacchino era il mio!

Diventai matta per ordinare un tacchino disossato, nessuno me lo voleva dissossare, e quando ho trovato chi si era offerto di farmi avere un siffatto tacchino, ho dovuto prenderlo come mi è stato dato: la ricetta richiedeva una tacchinella di circa 3,5 kg, io avevo trovato un tacchino di 7 kg… Per fortuna che ho il forno grande!

tacchino di nataleTACCHINO ARROSTO CON RIPIENO ALLA FRUTTA

  • 1 tacchinella di circa 3,5 kg
  • 100 gr di burro fuso
  • 2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 200 g di mollicca di pane casereccio raffermo
  • 2 mele renette di media grandezza
  • 120 gr di prugne secche snocciolate
  • 60 gr di gherigli di noce
  • succo di 1/2 limone
  • 1 cucchiaio di pepe verde secco
  • salvia, rosmarino, timo
  • sale e pepe

per legare la salsa:

  • 1 cucchiaio di burro impastato cion cucchiaino da caffè di farina

Lavare le prugne, metterle in una tazza e coprirle di acqua calda, lasciandole per qualche ora fino a quando si saranno ammorbidite e gonfiate. Sbucciate le mele, tagliatele a dadini piccoli e spruzzatele con il succo di limone per non farle annerire. Tagliate a dadini piccoli anche la mollica di pane, mettela in una ciotola, spruzzatela di burro fuso e mescolate bene. Unite i dadini di mele, le prugne tagliate a pezzettini, le noci tritate, un’abbondante macinata di pepe, un cucchiaino da te colmo di sale e mescolate con cura per distribuire bene gli ingredienti. Fiammeggiate il tacchino e svuotatelo, Ripulite la pelle da eventuali pennette e lavatelo a lungo sotto l’acqua corrente quindi asciugatelo anche internamente, tamponandolo con carta da cucina.

Insaporire l’interno del tacchino con sale e pepe e riempitelo con il composto preparato. Cucite le due aperture del volatile con un grosso ago e del filo bianco resistente e quindi legate le cosce e le ali in modo che rimangano aderenti al corpo.

Preparate  un trito finissimo con il pepe verde, le foglioline di rosmarino, 5/6 foglie di salvia e un cucchiaino di timo. Pennellare completamente il tacchino con l’olio e fate aderire il trito preparato rivestendo tutta la pelle.

Sistematelo in una teglia ampia, possibilmente dotata di una griglietta interna e mettetelo in forno già caldo a 180°. Dopo la prima mezz’ora, coprire la parte del petto con un foglio di carta alluminio che toglierete durante l’ultima ora di cottura. Il tacchino dovrà rimanere in forno per circa 3 ore e mezzo: durante questo tempo dovrete bagnarlo spesso con il sugo che si formerà nella tegllia e, se la teglia stessa non è munita di griglia, dovrete girarlo almeno un paio di volte senza dimenticare, circa a metà cottura, di spolverarlo abbondamentemente di sale. Una volta cotto, conservate il tacchino nel forno tiepido fino al momento di portarlo in tavola.

Recuperate il fondo di cottura, mettetelo in una casseruolina e sgrassatelo completamente. Scaldatelo a fuoco dolce e, sbattendo con una frustina, amalgamate il composto di burro e farina.

Se lo gradite potete profumare la salsa con un goccio di Cognac e con uno schizzo di salsa Worcestershire.

Al momento di servirlo, aprite il tacchino nella parte posteriore, togliete tutto il ripieno, mettetelo in una legumiera. Versate la salsa in una salsiera riscaldata, e accomodate il tacchino intero nel piatto di portata, affettandolo in tavola in presenza dei commensali.

Il tacchino era buono, ma non l’abbiamo più fatto, dopo questo Natale siamo ritornati alle antiche abitudini: il pranzo da mamma, o da nonna, o dalla suocera e con il bollito con salsa verde come secondo.

La colpa di non averlo più fatto è stata di mio marito: visto che per cucire un tacchino di 7 kg ho avuto bisogno di lui, lui ha detto che non vuole più mettere la mano dentro il sedere di niente e nessuno!!! Quanto abbiamo riso nel cucire quel povero tacchino! 🙂

By | 2016-04-20T23:48:03+00:00 dicembre 13th, 2013|carni|0 Commenti

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Travel blogger appassionata di food, meglio ancora street food. Viaggiatrice on the road a più non posso con il letto sopra il tetto. Web writer, web content, Social Media Specialist, SEO learner Ah... ogni tanto concedo udienza alla quindicenne che vive con me e al suo papà.

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